BANCHE, APPROVATO IL BAIL IN, ANTICAMERA DEL PRELIEVIO FORZOSO

La Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2014, atto  Senato n. 1758, presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, approvato dal Senato il 14 maggio 2015 e trasmesso alla Camera, inserisce nella legislazione italiana un prelievo forzoso sui conti correnti in caso di dissesti bancari. La legge comunitaria, che deve passare l’esame della Camera, delega alla Banca d’Italia funzioni che travalicano la legge italiana ed il codice civile, prevedendo la possibilità di prelevare forzosamente i risparmi degli italiani in caso di difficoltà finanziarie dell’istituto di credito stesso.
IL BAIL-IN – Inizia in sostanza l’era del ‘Bail-in’ – il salvataggio del sistema dall’interno, ovvero con le risorse interne al sistema stesso – che si contrappone al ‘Bail-out’, ovvero il salvataggio dall’esterno tramite le casse pubbliche. Quindi, quando una banca fallisce (e sta capitando in questi mesi sempre più frequentemente in Europa, dalla Hypo bank carinziana alla sua gemella di Duesseldorf, passando per la Spagna e la Grecia), si bussa cassa agli azionisti.  Siccome però è quanto mai probabile che i debiti travalichino di parecchio gli investimenti di questi ultimi, si batterà alla porta dei correntisti. Sopra i centomila euro, dicono. Il nodo del problema potrebbe infatti nascondersi nella tempistica dell’Europa, che ha imposto all’ Italia (e ad altro dieci stati) di adottare queste misure entro due mesi. Si teme insomma che alla fine dell’estate arrivi qualche turbolenza? Molti annuiscono. (Continua sotto)

LE BANCHE ITALIANE – il governatore di Bankitalia Visco in audizione proprio al Senato aveva avvertito che le banche “dovranno adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori”. Ora le banche italiane, che hanno accumulato un record di sofferenze ed incagli per 330 miliardi di euro, si accingono a fare pagare i propri debiti e gli allegri affidamenti ad amici e compagni di merende agli ignari correntisti, grazie alla legge votata al Senato a maggioranza con poche eccezioni, replicando in tal modo l’esperimento di Cipro, quando le banche, senza alcun preavviso (e per di più in prossimità di una festività nazionale) hanno chiuso gli sportelli e bloccato i bancomat.
ADICO PRONTO A DARE BATTAGLIA. “I nostri soldi  non sono sicuri neppure in banca – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Pensare di far pagare ai risparmiatori il dissesto bancario provocato dalla mala-gestione è davvero vergognoso, tanto più pensando ai costi che deve affrontare quotidianamente il correntista. Altro che bail in, le banche e il governo dovrebbero preoccuparsi di allargare le tutele nei confronti dei risparmiatori, che allo stato delle cose pagano già troppi costi non giustificati dal tipo di servizio offerto. Come abbiamo già annunciato, se davvero questo sistema diventerà realtà in Italia, siamo pronti a dare battaglia.  
Dovrebbe essere la Bce a controllare le situazioni bancarie ea  intervenire prima che sia troppo tardi”

Spunti tratti da: la Repubblica

5 risposte

  1. Ma che stronzata è ??? Se loro non sono capaci a gestire una banca, devono essere i correntisti che nella fattispecie possono essere persone che hanno fatto tanti sacrifici per raggranellare quattro soldi, a dover pagare i loro debiti? Purtroppo ora il populista segretario leghista sguazzerà ancor più di quanto sta facendo con gli immigrati e naturalmente Renzi ne pagherà le conseguenze.

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