Bollette di luce e gas? Occhio alla prescrizione. Grazie ad Adico Eni dimezza la fattura da 2.500 euro di un pensionato veneziano

VENEZIA. Saper leggere le bollette in tutte le loro “declinazioni” rappresenta di sicuro un buon metodo per salvare…il portafoglio. Può succedere, ad esempio, che il fornitore invii all’utente fatture con importi non dovuti, perché prescritti.  Come scoprirlo, se non si è esperti in materia? Semplice, affidandosi a persone esperte come ha fatto S.P., un pensionato veneziano che si è rivolto alla nostra associazione dopo aver ricevuto una bolletta del gas spropositata rispetto a quelle precedenti. Grazie all’intervento dell’ufficio legale dell’Adico e, ovviamente, alla scaltrezza dell’uomo che ha deciso di appoggiarsi all’associazione, è emerso che degli oltre 2.500 euro richiesti come conguaglio di vari anni, la metà non era dovuta perché relativa a consumi effettuati più di due anni fa, quindi prescritti. In questo caso – come già rilevato in altre occasioni dalla nostra associazione – il fornitore, Eni, oltre alla bolletta ha inviato anche un modulo per chiedere l’eventuale cancellazione degli importi non dovuti. Una “concessione” figlia in realtà della normativa che adesso prevede l’annullamento degli importi “vecchi” di due anni e non più di cinque, come avveniva un po’ di tempo fa. “Il socio Adico ora pagherà “solo” metà fattura – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – ma se non si fosse rivolto a noi non si sarebbe reso conto dell’opportunità segnalata su un altro foglio allegato alla bolletta stessa e avrebbe pagato l’intera somma. Ci chiediamo ormai da tempo perché molti fornitori non procedano direttamente con lo storno degli importi prescritti e costringano il cliente a inviare un modulo nel caso volesse richiedere la prescrizione stessa. Ma esistono davvero utenti non interessati al pagamento di importi inferiori a quelli richiesti? Noi non crediamo proprio. Invitiamo dunque le aziende a inviare direttamente le bollette con lo storno delle somme non dovute altrimenti è legittimo pensare che non lo facciano sperando che il cliente non si accorga di questa possibilità a sua disposizione”.

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