BUONI FRUTTIFERI, SONO ORMAI 200 LE PERSONE SEGUITE DALL’ADICO. GAROFOLINI: “SIAMO MOLTO FIDUCIOSI, I RISPARMIATORI OTTERRANNO GIUSTIZIA”

I buoni fruttiferi postali continuano a scatenare i contenziosi dei risparmiatori. Sono quasi duecento, ormai, i casi seguiti dall’Adico, impegnata da due anni in una battaglia che sta maturando risultati positivi. L’annosa questione ha cominciato a materializzarsi nel 2006 in concomitanza con la scadenza dei buoni trentennali emessi prima del 1986. I risparmiatori, infatti, hanno riscontrato che il valore del loro investimento si era più che dimezzato, rispetto ai rendimenti annunciati trenta anni prima. In alcuni casi, i buoni fruttiferi contengono un timbro che annuncia possibili variazioni degli interessi ma in molti altri casi questa eventualità non è comunicata ed è qui che casca il palco. L’ufficio legale dell’Adico, dunque, è intervenuto chiedendo alle Poste il pagamento integrale secondo i tassi iniziali anche tramite decreti ingiuntivi. Ci sono persone, per esempio, che hanno due buoni da 500 mila lire i quali ora dovrebbero valere circa 17 mila euro. Il controvalore riconosciuto dalle Poste è inferiore alla metà. Il Tribunale al quale si è rivolto l’associazione per conto di alcuni iscritti ha riconosciuto il credito senza variazioni dei tassi ma le Poste hanno presentato opposizione e ora si attendono i pronunciamenti definitivi che dovrebbero arrivare a metà del 2019 e sui quali Adico ripone grande fiducia. Detto questo, ora si apre un nuovo fronte che riguarda  i buoni fruttiferi posta li emessi successivamente al decreto del 13 giugno 1986, quindi contenenti, in teoria, la tabella aggiornata con i nuovi rendimenti. In realtà, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “l’aggiornamento vale per i primi vent’anni ma non per l’ultimo decennio per il quale il valore del saggio di rendimento è indicato addirittura in lire. Insomma, per gli ultimi dieci anni in molti casi si possono contestare gli importi riconosciuti dalle Poste ed è per questo che invitiamo i risparmiatori a rivolgersi al nostro ufficio legale per controllare i buoni e valutare le azioni più adeguate”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.