CABINA SENZA BALCONE E SENZA CONDIZIONATORE, BAGNO INTASATO, CROCIERA DA INCUBO PER UNA FAMIGLIA SICILIANA. ADICO CHIEDE UN RISARCIMENTO PER VACANZA ROVINATA

Sognare una settimana di relax in una bella e prestigiosa nave da crociera, passare invece giornate di disagio e stress a causa di una cabina senza balcone, con il condizionatore guasto e il bagno intasato. Può succedere anche questo quando si affrontano le ferie estive e quando capita la vacanza è senza dubbio rovinata. Ecco dunque che, tramite l’ufficio legale dell’Adico, una famiglia siciliana ha chiesto al tour operator che le ha venduto il pacchetto sia la restituzione di quanto speso per il viaggio in crociera, sia un congruo risarcimento proprio per “vacanza rovinata”, causa di un inevitabile danno “psicologico o morale”. Lo scorso giugno la famiglia, composta da padre madre e figlio piccolo, ha prenotato una vacanza con una delle più importanti compagnie croceristiche a livello internazionale. Una volta giunti sulla nave ha riscontrato con estrema sorpresa che, senza essere stati informati, la cabina a loro assegnata non era in realtà quella richiesta, ovvero una cabina con balcone, ma una con vista ostruita. Non solo. La famiglia siciliana s’è ritrovata con l’impianto dell’aria condizionata guasto, tanto da rendere praticamente invivibile la cabina stessa, e con il wc intasato. Da qui, la decisione di rivolgersi allo sportello “vacanza informata” dell’Adico. “A causa dei tanti disservizi vissuti – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – i nostri soci hanno subito un forte stress psico-fisico che non gli ha permesso di godersi il tempo libero e la serenità familiare. Quindi il caso in questione, come altri che stiamo affrontando, può inquadrarsi nella fattispecie della “vacanza rovinata”. Proprio la Corte di Giustizia della Comunità Europea ha di recente stabilito che tra i danni risarcibili a favore del turista, nel caso di pacchetti turistici, ci sono anche i danni morali da vacanza rovinata. La giurisprudenza italiana, sino ad allora contraddittoria, si è subito adeguata a quel principio con numerose sentenze. Insomma, conclude Garofolini, per i nostri soci chiederemo il risarcimento dei danni pari alla somma versata per l’acquisto della vacanza oltre a un congruo risarcimento dei danni derivanti da vacanza rovinata”.

 

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