INIZIATIVA CONTRO GLI ABUSIVI DEL “BENESSERE”, ADICO PARTECIPA ALLA CAMPAGNA LANCIATA DALLA CGIA DI MESTRE

Anche nel campo del benessere non mancano gli abusivi, in particolare sedicenti parrucchieri che propongono i propri servizi “in casa”, contro ogni norma sulla sicurezza. In tale ambito la categoria Estetisti e Acconciatori della Cgia di Mestre lancia la campagna contro questo malcostume, con un intenso lavoro di sensibilizzazione rivolto a tutto il territorio. Anche l’Adico aderisce all’iniziativa per ricordare ai consumatori che affidarsi a operatori improvvisati mette a rischio non solo la propria bellezza ma la salute stessa. “Se non consideriamo le bollette – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – il 9% dei casi seguiti dal nostro ufficio legale riguarda la contraffazione. Ecco, anche il fenomeno dell’abusivismo nel campo della cura della persona ha molti aspetti di contraffazione. Vogliamo ricordare che chi si rivolge agli abusivi non può rivalersi in alcun modo in caso di danni. Per questo è assurdo, magari per risparmiare pochi euro, mettersi nella mani di queste persone”. Con la campagna, spiegano Sergio Gnan e Giorgio Rado, presidenti della categoria, “intendiamo ribadire l’importanza della qualificazione professionale come strumento per contrastare la piaga dell’abusivismo, che penalizza gli addetti ai lavori, ma soprattutto si ripercuote pesantemente sul benessere del cliente”.
Come ricorda Paolo Zabeo della Cgia, “l’utilizzo dei prodotti selezionati, di tecniche all’ avanguardia e certificate, di attrezzature sterili e sanificate sono condizioni essenziali per tutelare gli utenti, caratteristiche garantite unicamente dai professionisti della bellezza e, di certo, non da coloro che operano nel sommerso. I rigidi controlli sanitari, a cui sono sottoposti i centri estetici e i saloni di bellezza, sono una garanzia per i clienti; rivolgersi a chi si improvvisa costituisce un autentico azzardo, a fronte di un eventuale risparmio in termini economici ci si espone al rischio di danni permanenti”.

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