Caos superbonus, Adico in una sola settimana apre quattro pratiche a favore di altrettanti committenti mestrini. In ballo circa 20 mila euro di caparra

MESTRE. C’è chi ha versato più di 6 mila euro per una non meglio specificata “consulenza” e chi attende da mesi l’inizio delle opere, pur avendo già corrisposto una caparra di 2 mila euro. C’è il committente in speranzosa attesa da (troppo) tempo di uno studio di fattibilità per il quale ha già pagato 2.500 euro e quello che ha ricevuto una strana e inattesa richiesta di 10 mila euro come condizione essenziale per l’inizio dei lavori pattuiti. Insomma, anche in piena estate i contenziosi fra cittadini e aziende edili sul fronte del superbonus 110% non accennano a fermarsi e, anzi, agosto si sta rivelando un mese molto movimentato su questo fronte. Solo questa settimana, infatti, l’ufficio legale dell’Adico ha aperto quattro pratiche a favore di altrettanti soci mestrini per ottenere la restituzione di una somma complessiva che sfiora i 20 mila euro, importi pagati dai committenti per opere, consulenze, studi di fattibilità mai avviati o avviati solo in parte. In due casi, l’agente che si è occupato di mediare fra il richiedente e la ditta di costruzione è lo stesso.

“Ormai la situazione pare sfuggita di mano – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Se pensiamo che nella settimana di ferragosto abbiamo assistito ben quattro committenti ci rendiamo conto di come stiano andando le cose. In questo momento le casistiche seguono per lo più lo stesso schema. I contratti siglati non vengono rispettati, le opere non iniziano o non vengono completate, gli studi di fattibilità restano al palo. Il tutto viene motivato, di solito, dalle mutate condizioni di mercato e, in particolare, dall’aumento dei prezzi delle materie prime ma anche con i problemi legati alla cessione del credito. Di certo alcune aziende si sono improvvisate nel mondo delle costruzioni proprio sulla scia del superbonus, non avendo però le competenze e le professionalità adeguate. Ecco il risultato”.  

Con i quattro casi di questa settimana, le pratiche di superbonus avviate dall’associazione negli ultimi mesi superano quota 60 e riguardano al 90% la richiesta di restituzione di caparre già versate e di risarcimento per i danni derivanti dai mancati lavori di ristrutturazione.  

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