Caos superbonus, restituiti 3.500 euro di caparre a due committenti assistiti dall’Adico

MESTRE. Da grande opportunità a incredibile beffa. Per molti, troppi committenti veneziani, la decisione di sfruttare il superbonus 110% per ristrutturare casa si è tradotta in un danno economico spesso consistente, a fronte di lavori mai iniziati o bloccati in corsa a causa, per lo più, dei problemi connessi all’impennata dei prezzi delle materie prime. In questo panorama caratterizzato solo da ombre, una scia di luce filtra attraverso l’attività svolta dall’ufficio legale dell’Adico a favore di decine di soci impantanati nella stessa problematica. Negli ultimi giorni, infatti, giungono risposte positive da parte di alcune ditte chiamate a restituire le caparre pagate dai committenti generalmente per lo studio di fattibilità. Proprio la scorsa settimana due soci seguiti dall’associazione hanno ricevuto la notizia tanto attesa. Avranno indietro l’anticipo già versato – uno di circa mille euro e l’altro di 2.500 – che eviterà il trauma di una doppia batosta: niente ristrutturazione con il superbonus e perdita della caparra versata alla firma del contratto.

“Prima dell’estate – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – le aziende rispondevano velocemente alla nostra richiesta di restituzione della caparra. Con il passare delle settimane la situazione è diventata sempre più complessa, con prezzi del materiale alle stelle e aziende impossibilitate a stare sul mercato, a volte perché nate solo sulla scia del superbonus, quindi impreparate ad affrontare le intemperie del settore edile. Ora, finalmente, sotto le nostre sollecitazioni, le ditte, quelle serie, pur respingendo ogni addebito nei loro confronti, stanno dando seguito alle nostre sollecitazioni e restituiscono quanto già sborsato dal committente”. Il tema del superbonus tiene ormai banco da mesi ed è ovviamente entrato con veemenza nella campagna elettorale. Adico ha aperto su questo fronte una 50ina di pratiche che però sono in costante aumento. “Negli ultimi tempi ogni settimana formuliamo circa 5 nuove contestazioni – conclude Garofolini -. Quasi tutte riguardano la richiesta di restituzione della caparra a fronte di lavoro bloccato dall’impennata dei prezzi. Però, di recente, cominciamo a seguire anche casi di lavori mal eseguiti e temiamo che sarà questo il nuovo, complicato filone dei prossimi mesi”.

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