Capodanno con i botti: sequestri e divieti in tutta Italia. La Polizia: “Fuochi d’artificio solo in sicurezza”

Tempo di bilanci, per evitare il peggio. Quello del 2019 è stato il sesto Capodanno di fila senza morti, ma il peggiore in quanto a feriti dal 2015. Per fortuna nessuna vittima. Tra i feriti, 41 erano minorenni. Sono i dati registrati dalla Polizia per l’anno che se ne va. “Le conseguenze dei ferimenti sono state i traumi alle mani (frequenti sono le fratture e le amputazioni di dita o falangi), le ustioni al volto e alle parti basse del collo”. I 216 feriti del 2019 sono più dei 212 del 2018 (50 i minori), dei 184 del 2017 e dei 190 del 2016. Per trovare un numero più alto bisogna andare al 2015, quando i feriti erano stati 253. Negli anni precedenti i numeri dei feriti erano significativamente più elevati: 361 nel 2014, 622 nel 2013 e 595 nel 2012.

E nei capodanni del 2012 e del 2013 erano state registrate anche delle vittime: due per ogni anno. Nel 2013 entrambi i decessi (dovuti a razzi e petardi) erano avvenuti in Campania, mentre nel 2012 uno era avvenuto in Campania (un colpo di pistola esploso accidentalmente) e uno nel Lazio. Secondo i dati comunicati dal Dipartimento di pubblica sicurezza, nel 2011 c’era stata una sola vittima – in Campania, per un proiettile vagante – e circa 500 feriti, nel 2010 nessuna vittima e nel 2009 e nel 2008 una vittima per anno (in entrambi i casi i decessi sono avvenuti in Campania e le morti sono state causate da proiettili vaganti).

Il confronto con gli anni ’90

C’è insomma un netto miglioramento negli ultimi anni rispetto a quelli immediatamente precedenti. Non solo non si registrano più vittime ma anche il numero dei feriti è più che dimezzato. Il confronto con i numeri negli anni ’90 è ancora più incoraggiante. Nel 2001 le vittime furono quattro, in aumento rispetto ai due morti del 2000. I feriti rimasero stabili intorno al migliaio. Nel 1999 e nel 1998 non si era registrata nessuna vittima (cosa che non accadeva dal 1986) e i feriti erano stati, rispettivamente, 711 e 854. Peggio era andata negli anni precedenti: un morto e 833 feriti nel 1997, tre morti e circa mille feriti nel 1996, due morti e 1.255 feriti nel 1995, quattro morti e 690 feriti nel 1994, quattro morti e 1.214 feriti nel 1993, tre morti e 1.061 feriti nel 1992, due morti e circa 800 feriti nel 1991. Almeno un incidente mortale era insomma la norma negli anni ’90, e i capodanni senza vittime l’eccezione. I feriti erano tra le quattro e le sei volte quelli attuali.

Il vademecum della Polizia

A una manciata di ore dai festeggiamenti per il nuovo anno, la Polizia ha diffuso il vademecum per un uso sicuro dei fuochi d’artificio che illumineranno l’ultima notte del 2019. Usare solo prodotti pirotecnici marcati CE, che ne garantiscono la sicurezza e di rivolgersi per l’acquisto soltanto da rivenditori autorizzati. Attenersi alle istruzioni d’uso riportate sul prodotto e non modificarlo e creare artifici artigianali. Utilizzarli solo all’aperto, in un luogo idoneo, lontano da aree boschive e/o a rischio incendio, lontano da ospedali e ricoveri per animali e da luoghi affollati o dove si svolgono manifestazioni. I bambini vanno tenuti a distanza di sicurezza.

Fonte: La Repubblica

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