“CARA SCUOLA”, PER LE FAMIGLIE MESTRINE UNA BATOSTA DA 400 EURO A FIGLIO. GAROFOLINI: “BASTA CON I TESTI NUOVI, BISOGNA FAVORIRE LO SCAMBIO DEI LIBRI USATI”

Cara scuola? Più che altro, scuola cara. Anche per questo settembre le famiglie veneziane con figli iscritti agli istituti superiori dovranno mettere mano al portafoglio per una mazzata che può variare da un quinto a un terzo di un reddito medio da 1.500 euro solo per l’acquisto dei testi. Se poi si aggiungono le spese per il “corredo” (diari, zaini, astucci, quaderni, etc.), allora il sacrificio si eleva di una cifra che può oscillare fra i 50 e i 100 euro. Secondo il consueto monitoraggio svolto dall’Adico sul territorio mestrino fra alcune scuole superiori di diverso indirizzo (liceo classico Franchetti, scientifico Bruno, istituto tecnico Zuccante e professionale Gramsci, sezioni A), la media di spesa per i libri si aggira attorno ai 400 euro (da meno di 300 a più di 500 euro). Ma nel calcolo non sono compresi i vocabolari, che fanno notevolmente alzare la spesa, perché in media costano fra gli 80 e i 100 euro ciascuno.

“In un contesto di rincari contenuti, che ruotano attorno all’1% – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -, rileviamo che, anche in tempi di grandi evoluzioni tecnologiche, i ragazzi sono costretti a dotarsi in media di 15 testi per affrontare l’anno scolastico. In più, soprattutto nelle classi prime (quarta e quinta ginnasio per il classico), prosegue la criticabile abitudine di aggiungere libri completamente nuovi rispetto all’anno passato, riducendo così la possibilità di risparmio da parte degli studenti tramite i mercatini dell’usato che a nostro giudizio dovrebbero coprire quasi tutta la dotazione totale”.

Andando nello specifico, la batosta più pesante spetta, almeno all’apparenza, alla quarta (sezione A) del Gramsci con 520,35 euro di spesa per i libri. Rilevanti anche i 519 euro della terza liceo Franchetti (quinto anno) e i 513 euro del Bruno, sempre ultimo anno. C’è però da dire che in quinta molti libri sono già in uso dagli anni precedenti quindi, a pagare il prezzo più alto dal ritorno a scuola, sono le famiglie che iscrivono gli studenti al primo anno, soprattutto se la scuola scelta è il classico, che richiede l’acquisto di due vocabolari alquanto impegnativi, quello di greco e quello di latino.

Per quanto riguarda il kit scolastico, qui le possibilità di risparmio sono legate soprattutto alla moda. “I prodotti non griffati – spiega ancora Garofolini – costano anche la metà rispetto a quelli di marca. E’ da sempre nostra premura invitare le famiglie più in difficoltà, a ignorare i capricci dei figli in fatto di articoli firmati. La differenza con quelli non griffati è minima se non inesistente, inutile dunque incrementare i costi di un settembre già di per sé difficile con necessità alle quali si può tranquillamente soprassedere”.

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