Cittadini vessati da enti e istituzioni, Adico lancia la campagna “e io pago!”. Segnalate all’associazione ingiustizie e torti di cui siete rimasti vittime

Il medico sbaglia l’esenzione? Paga il cittadino. Il Caf sbaglia la pratica? Paga il cittadino. Il vigile sbaglia a mettere la multa? Paga il cittadino. L’Inps sbaglia l’indirizzo della visita fiscale? Paga il cittadino. Non occorre scomodare il grande Totò con il suo indelebile “e io pago!” per mettere in evidenza una consuetudine più volte segnalata e denunciata da Adico. Ma resta il fatto che servirebbe una vera e propria inversione di rotta, tanto più che nel periodo Covid questa realtà è emersa in modo fin troppo evidente. Per questo Adico ha deciso di lanciare la campagna “e io pago!”: segnalate a ufficiostampa@associazionedifesaconsumatori.it palesi ingiustizie subite soprattutto da Enti, istituzioni, amministrazioni e a causa della quali siete chiamati a pagamenti non dovuti o avete perso diritti che vi spettavano.

Ecco come nasce l’iniziativa. Nel corso degli anni Adico ha seguito molte vicende che vedevano il cittadino chiamato a pagare per errori non suoi. Di recente una anziana socia ha ricevuto dall’Ulss trevigiana la richiesta di circa mille euro per aver usufruito di esenzioni non dovute. Peccato però che l’errore sia del tutto imputabile al medico di base che nelle impegnative ha sbagliato a segnare il motivo della stessa esenzione. Una giovane commessa mestrina ha preso una sanzione perché gli ausiliari non hanno visto il tagliando del parcheggio esposto sul cruscotto. Nulla da fare: per togliere l’ammenda sarebbe stato necessario un ricorso più costoso della contravvenzione. L’ispettore fiscale fa la visita a una lavoratrice malata ma sbaglia indirizzo, suona al campanello del numero civico indicato, non trova nessuno e se ne va: sanzione alla lavoratrice. Il Caf sbaglia la domanda all’Inps, il pensionato perde otto mesi di assegni previdenziali: nulla da fare, il centro di assistenza fiscale non riconosce l’errore e l’assicurazione non paga.

In periodo Covid, poi, il teorema è ancora più confutato da tutte le questioni legate ai rimborsi. Niente soldi per i mesi di chiusura forzata delle palestre, solo voucher per i viaggiatori, niente ristori per l’abbonamento annuale del trasporto pubblico a pensionati e casalinghe, niente restituzione dei biglietti per concerti .

“Sembra di cadere nel populismo se si afferma che, alla fin fine, è sempre il cittadino a pagare – conferma il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini -. Eppure fra le nostre pratiche troviamo una miriade di ingiustizie a volte insanabili altre volte sanabili ma che vedono come vittima sempre il cittadino nel suo ruolo di consumatore, utente, cliente. Segnalateci casi eclatanti: potremo assistervi con il nostro ufficio legale oppure denunciare il torto tramite i nostri canali di comunicazione”

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