COMPRA L’AUTO USATA CONVINTO CHE ABBIA 70 MILA CHILOMETRI MA POI SCOPRE CHE NE HA PERCORSI 30 MILA IN PIU’. TRAMITE ADICO IMPIEGATO MESTRINO CONTESTA L’OPERATO DI UN CONCESSIONARIO DI BERGAMO

Aveva acquistato l’auto usata ancora a giugno del 2015 da un concessionario di Bergamo convinto che la vetture avesse percorso 70 mila chilometri, come segnato sul tachimetro. Ma qualche tempo fa, in occasione di un accertamento sul veicolo, è venuto a sapere che l’auto già nel 2013 aveva macinato già 100 mila chilometri. Così M.O., impiegato mestrino, ha deciso di rivolgersi all’Adico, con lo scopo di restituire l’auto e di farsi dare indietro i soldi spesi per comprarla e quelli utilizzati per ripararla. La vicenda vissuta dall’uomo accende i riflettori sulle tante problematiche affrontate dall’associazione e relative a vizi o manipolazioni della macchine usate vendute a ignari acquirenti. Nel caso specifico M.O. aveva comprato quella Bmw 118 a Cavernago, provincia di Bergamo, nel 2015 per una spesa di 9.700 euro. Nel corso dell’utilizzo aveva affrontato diverse riparazioni per un importo totale di 2.689,90 euro, tutto per colpa dell’usura di alcuni componenti, eccessiva rispetto ai pochi chilometri percorsi. In occasione dell’ultimo accertamento, il centro autorizzato Bmw ha constatato che la vettura già nel 2013 aveva compiuto oltre 100 mila chilometri, con le inevitabili conseguenze del caso. “Se il nostro socio avesse saputo il reale chilometraggio dell’auto – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – non l’avrebbe comprata. Invece è stato indotto all’acquisto dalle informazioni fuorvianti ricevute in sede di contrattazione. Con il nostro ufficio legale siamo andati a chiedere la restituzione sia dei soldi sborsati per l’acquisto, sia le spese delle riparazioni, sia il risarcimento del danno subito che andremo a quantificare”. Intanto nel 2017 sono in crescita, rispetto all’anno prima, le richieste d’aiuto per problematiche con le macchine usate. “Chiediamo ai concessionari di comportarsi con la massima correttezza nei confronti dei propri clienti – conclude Garofolini – troppo spesso fanno muro contro muro non riconoscendo che l’auto ha dei vizi non imputabili all’acquirente. Trasparenza e disponibilità distinguono i bravi venditori da quelli poco onesti”.

 

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