Compra la cucina nuova e poco dopo se ne pente ma il mobilificio gli chiede 4 mila euro per il “recesso”. Impiegato mestrino chiede aiuto ad Adico

MESTRE. Una firma di sicuro troppo frettolosa ma strappata dopo un pressing “selvaggio” da parte del venditore. E poi, il pentimento, nato dopo una rapida riflessione e, soprattutto, dopo una chiacchierata con la madre della propria fidanzata. Ruota attorno a queste due fasi concretizzatesi nell’arco di pochissimo tempo l’una dall’altra, la disavventura vissuta da M.F., impiegato mestrino classe 1985, che poco dopo aver siglato un contratto da 14 mila euro per l’acquisto di una cucina al mobilificio Lube situato nell’area commerciale del Terraglio, è tornato sui propri passi, scontrandosi però contro il muro di gomma eretto dallo stesso negoziante. La storia è per certi versi paradossale. Qualche giorno fa l’impiegato, che ora si sta facendo assistere da Adico, si è recato assieme alla compagna nel punto vendita mestrino della Lube, per comprare appunto una cucina per la casa nuova. Pressato dal venditore, che lo ha messo di fronte a una offerta teoricamente irrinunciabile, ha firmato un contratto da 14 mila euro lasciando un acconto di mille. Una volta uscito dal negozio, però, l’uomo, ha parlato al telefono con la madre della compagna che lo ha convinto di aver sbagliato. M.F. ha dunque atteso che il negozio riaprisse dopo la pausa pranzo per manifestare al venditore il proprio pentimento. E qui si è scontrato con la dura realtà. “Il commerciale della Lube non ha accolto la richiesta del nostro socio che proponeva di trasformare l’acconto in un buono acquisto – racconta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Anche se il tutto è avvenuto nell’arco di un’ora, il negoziante non ha voluto sentire ragioni e ha confermato la volontà di seguire pedissequamente le condizioni previste dal contratto che contemplava, in questo caso, il pagamento del 30% del costo della cucina. Circa 4 mila euro. Certo, il codice del consumo, da questo punto di vista, è dalla parte del negoziante: non si può recedere da un contratto firmato all’interno di un locale commerciale. Però – continua il presidente dell’Adico – qui stiamo parlando di un ripensamento avvenuto nell’arco di un’ora. Non si può certo pensare che l’ordine fosse già partito e la cucina, su misura, già pronta. Visto anche il periodo, un po’ di buon senso, di comprensione, di benevolenza da parte del mobilificio sarebbe più che auspicabile, naturale. Tanto più che il nostro socio era disponibilissimo a lasciare l’acconto in cambio di un buono acquisto. Ma, altro che acconto di mille euro. Qui la Lube gliene chiede 4 mila e senza offrire nulla in cambio. Tramite il nostro ufficio legale chiederemo al mobilificio di venire incontro al nostro socio anche perché davvero la Lube in questa situazione non subisce alcun danno economico”.   

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