Condomini “bollenti”, boom di contestazioni e litigi. Aumentano del 13% le pratiche seguite dall’Adico

VENEZIA. Problemi con l’amministratore, liti fra inquilini, sfratti, contestazioni di spese, richieste di interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria, contrasti fra padroni di casa e affittuari. Quando si parla di questioni condominiali si parla di un “mare magnum” di situazioni più o meno gravi che devono essere affrontate spesso con l’ausilio di un supporto legale. Non stupisce dunque che, facendo una statistica “trilussiana”, Adico nel 2019 abbia seguito in media un caso ogni due giorni, contando festività e prefestività. Nell’anno appena trascorso, infatti, l’associazione dei consumatori ha aperto 173 pratiche tramite il proprio servizio sfratti e problemi condominiali, contro le (già notevoli) 153 del 2018, con un ragguardevole aumento del 13%. “Le problematiche condominiali sono innumerevoli e grazie all’esperienza e alla professionalità del nostro ufficio legale riusciamo a ottenere risultati importanti e per nulla scontati – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Abbiamo assistito con successo molti inquilini delle case Ater o comunali, alle prese con sfratti, cambi di alloggio o situazioni di degrado all’interno dell’abitazione. Abbiamo mediato fra interessi contrastanti di condomini o di vicini di casa. Abbiamo soprattutto seguito contenziosi fra gli inquilini e i propri amministratori di condominio, contrasti che si fanno sempre più frequenti e duri. Constatiamo che la litigiosità all’interno dei condomini è sempre più diffusa e crediamo che ciò dipenda da vari fattori, primo fra tutti le difficoltà economiche di molte famiglie, che si sono ritrovate con nuovi obblighi, tipo l’installazione delle valvole termostatiche. Inutile negare, poi, che molti scontri scaturiscono dall’ ancora difficile convivenza di varie culture all’interno di molti condomini, dove ormai vivono anche molte famiglie straniere. Una situazione che dovrebbe sistemarsi con il tempo, se si saprà gestire meglio di come si è fatto finora la politica dell’integrazione”.    

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