«Corruzione in Italia “vale” 60 miliardi»

Rafforzare il quadro giuridico e attuativo sul finanziamento ai partiti politici, soprattutto per quanto riguarda le donazioni, il consolidamento dei conti, il coordinamento; mettere in atto adeguati poteri di controllo e prevedere l’applicazione di sanzioni dissuasive. È quanto la Commissione Ue suggerisce all’Italia nel suo primo report sulla corruzione in Europa, presentato oggi a Bruxelles. Nonostante la “legge anticorruzione” adottata nel novembre 2012 e “gli sforzi notevoli profusi dall’Italia” per combattere il fenomeno, questo “rimane preoccupante” secondo la Commissione Ue: il suo valore in Italia è di circa 60 miliardi all’anno, pari a circa il 4% del Pil.

La relazione di Bruxelles, nella parte dedicata all’Italia, rileva come “negli ultimi anni sono state portate all’attenzione del pubblico numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale”. Scandali che hanno portato ad una serie di dimissioni, anche di leader e di alte cariche di partito, a elezioni regionali anticipate in un caso, ed hanno spinto il governo a sciogliere alcuni consigli comunali per presunte infiltrazioni mafiose. Come caso “degno di nota” il report segnala quello di “un parlamentare indagato per collusione con il clan camorristico dei Casalesi (richiamando il caso di Nicola Cosentino, ma senza farne il nome). La relazione evidenzia inoltre come solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni italiane, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati collegati a corruzione o finanziamento illecito ai partiti.

Bruxelles suggerisce di perfezionare la legge, anche perché “frammenta” le disposizioni sulla concussione e la corruzione, “rischiando di dare adito ad ambiguità nella pratica e limitare ulteriormente la discrezionalità dell’azione penale”. Sono inoltre “ancora insufficienti le nuove disposizioni sulla corruzione nel settore privato e sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. La prescrizione è un problema “particolarmente serio per la lotta alla corruzione in Italia”, secondo Bruxelles, perché termini, regole e metodi di calcolo, sommati alla lunghezza dei processi, “determinano l’estinzione di un gran numero di procedimenti”. Come esempio si indica (pur senza fare nomi) il processo Mills, con l’ex premier Berlusconi prosciolto “per scadenza dei termini di prescrizione”.

L’Ue ribadisce la necessità di colmare le lacune e di dare priorità a procedimenti per corruzione a rischio prescrizione. La Commissione raccomanda inoltre di “estendere i poteri e sviluppare la capacità dell’autorità nazionale anticorruzione Civit in modo che possa reggere saldamente le redini del coordinamento e svolgere funzioni ispettive e di supervisione efficaci, anche in ambito regionale e locale”. Bruxelles evidenzia che la Civit “composta solo da tre membri e con un organico di supporto di appena 30 effettivi, soggetti a frequenti sostituzioni, sembra mancare della necessaria capacità per assolvere efficacemente” ai suoi compiti. E la stessa autorità – si legge nella relazione – “interpreta le proprie funzioni in modo piuttosto ristretto, limitandosi a svolgere un ruolo più reattivo che proattivo e concentrandosi in particolare sulla trasparenza, sulle funzioni consultive e sulla verifica formale dei documenti strategici predisposti dalle amministrazioni”.

fonte: avvenire.it

 

 

4 risposte

  1. L’ITALIA ha una perdita di 60 miliardi per corruzione,120 per evasione, questo è il paese governato dal PD, questo è il paese dei MASTROPASQUA, uomo posizionato dalla sinistra su venticinque poltrone, finche non si è sputtanato insieme ai suoi sponsor, ma tranquilli, non è in galera, in attesa di giudizio, se va bene ci sarà il solito vitalizio milionario, ora si sta pensando con chi sostituirlo, ma deve essere equivalente, e, principalmente deve essere di area PD, insomma il risultato finale non deve cambiare.
    Il miglioramento nell’area di sinistra c’è, e si vede, dai compagni assassini degli di piombo, si è passati ai corrotti e ladri di oggi, sono sicuro, che domani, si saranno talmente specializzati, che nessuno avrà diche lamentarsi.

  2. Che il problema corruzzione in Italia nell’ultimo decennio ha raggiunto una posizione di rilievo rispetto alla massa complessiva della corruzione nel mondo lo sapevano anche loro, i partiti. Tantè che proprio chi nei partiti e dei partiti ne ha fatto una ragione di vita che in tutte le sedi istituzionali si è sempre dato da fare per evitare che si adottassero provvedimenti normativi non solo per reprimerla ma anche per prevenirla. Lo dimostra la possibilità data alle Amministrazioni locali (dalla Regione al Comune incluso) di fissare a proprio piacimento:
    – retribuzioni dei suoi pseudo parlamanetari o deputati;
    – regolamentare se devono andare in pensione anticipata percependo il TFR (alias fine mandato, si a fare in c….)oppure attendere l’età prevista per i comuni mortali;
    – pretendere dal cittadino per potere poi lui ricevere quanto invece gli spetta di diritto etc… etc….
    A peggiorare poi la situazione sentenze degli Organi di Giustizia che oggi dicono una cosa e domani il contrario anche di fronte a situazioni non similari ma autentiche.
    Ora con le sollecitazioni che da qualche anno da fatto l’UE, le cose vanno ancora peggio e c’è la rincorsa all’assalto alla “diligenza”, prima che arrivi lo sceriffo con la stella a 5 punte.
    In galera!!!! in galera!!!! e buttare via la chiave altro che smaltimento delle carceri, così facendo credere che a beneficiarne saranno i poveracci (che è pure vero) altrettanto vero è che i veri beneficiati saranno proprio i gangster del Texas o del New Messico del XVII secolo.

  3. @ per claudio – 4 febbraio 2014 alle 10:05

    Hai ragione, il fatto è che se bene ricordi a fare da battistrada su questo tema fu il Governo Bettino CRAXI
    ovvero la campagna elettorale con cui il partito socialista (diceva lui)si poneva come il garante del un po di tutto a tutti. Solo che il risultato è stato quello del partito di Max/Lenin prendere da tutti e dividere solo a pochi: loro.

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