CRISI DELL’AUTOSANLORENZO, IN ADICO GIA’ DUE CASI DI CLIENTI RIMASTI “A PIEDI” PUR AVENDO PAGATO O VERSATO L’ACCONTO AL CONCESSIONARIO MESTRINO

Prosegue inesorabile la crisi dei concessionari di auto, in particolare a Mestre (ma non solo) dove sta emergendo un altro caso di macchine pagate dai clienti ma mai consegnate. Questa volta sotto i riflettori finisce l’Autosanlorenzo di via Giustizia, che, come riferisce il Gazzettino di Venezia, non avrebbe consegnato le macchine a 17 persone che le avevano già pagate e ad altre 50 che hanno versato l’acconto. Come riferisce sempre il quotidiano locale, “il caso è stato portato a galla da un lidense che ha pagato 25 mila euro ma dell’auto nuova, che aveva ordinato ai primi di febbraio per ora non ha visto nemmeno l’ombra”. La vicenda segue di pochi mesi il crac di Motorsport, che ha lasciato letteralmente a piedi decine di persone.  Adico da molto tempo denuncia innumerevoli problematiche per le famiglie che acquistano auto nuove e usate e il fallimento di diverse concessionarie negli ultimi anni dimostra che il settore continua a essere in piena crisi e, a pagarne le conseguenze, sono come sempre i consumatori. Anche per l’Autosalorenzo l’ufficio legale dell’Adico si mette a disposizione degli automobilisti per recuperare quanto versato o per farsi consegnare finalmente la macchina. “La nostra associazione – spiega il presidente Carlo Garofolini – ha acquisito molta esperienza per quanto riguarda i problemi con i concessionari. In questo caso vogliamo anche capire cosa stia succedendo a questo autosalone. Già oggi e domani abbiamo due appuntamenti con altrettanti clienti del concessionario che hanno pagato tutta la vettura o che hanno versato l’acconto. Ci auguriamo che tutto si risolva al più presto e in modo positivo, la cosa certa è che chiunque sia rimasto invischiato in questa vicenda deve agire il prima possibile. Infatti il contratto può essere sciolto se, trascorsi 45 giorni dalla stipula, la vettura non è stata consegnata. Per risolvere il contratto, però, bisogna manifestarne la volontà dieci giorni prima della scadenza di questi 45 giorni”.

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