Dai supermercati ai parrucchieri, il dopo lockdown porta con sé l’aumento dei prezzi. Garofolini: “a pagare sono sempre i consumatori”

Ormai la tendenza, denunciata da Adico negli ultimi mesi, è confermata anche dagli Osservatori istituzionali. I prezzi sono in aumento in quasi tutti i comparti a partire da quello alimentare. Ecco di seguito il commento di Carlo Garofolini, presidente dell’associazione, pubblicato dal quotidiano la Nuova Venezia (articolo a firma di Carlo Romeo).

«Durante il lockdown abbiamo osservato un aumento dei prezzi per i prodotti inscatolati e a lunga conservazione, di cui le persone facevano scorta. Ora salgono quelli dei prodotti freschi: è una dimostrazione che ogni occasione è buona per far pagare di più al consumatore». È questa l’analisi di Carlo Garofolini, presidente dell’Adico (Associazione Difesa Consumatori) di Mestre, in merito alle variazioni di prezzo degli alimentari.

«Il quadro comunque è più ampio», aggiunge, «e va dalla spesa per i dentisti e i parrucchieri, al costo del caffè nei bar alle rette scolastiche. Senza contare la benzina che alla pompa è rimasta sempre cara, nonostante il petrolio sia sceso (in marzo e aprile, ndr) e poi risalito». Insomma, il fenomeno è riscontrabile in più settori, anche se a volte non si vede “a occhio nudo”. «Il problema grosso è la mancanza di controlli sulle filiere produttive e di vendita», sostiene Garofolini, «L’unica cosa che possono fare i consumatori è segnalare sempre questi casi. Non è pensabile recuperare le perdite dovute alla chiusura attraverso un aumento dei prezzi, il pericolo è passare dalla recessione alla depressione».

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