Dentix chiude i battenti, decine di pazienti mestrini si rivolgono all’Adico disperati. Garofolini: “c’è chi ha già pagato anche 12 mila euro senza ricevere alcuna assistenza. E’ però possibile bloccare le rate del finanziamento”

MESTRE. C’è chi ha pagato fino a 12 mila euro per un lavoro che non è mai cominciato. E chi si trova con “impianti” provvisori o interventi parziali e ora dovrà rivolgersi con urgenza a un altro studio medico. C’è chi ha già pagato tutto in contante, chi ha programmato versamenti a rate e chi invece si è affidato a una finanziaria. Insomma, di tutto e di più. Sono già una decina i pazienti mestrini di Dentix che si sono rivolti in questi ultimi giorni all’Adico per chiedere assistenza nei confronti della clinica “low cost”, chiusa ormai da alcuni mesi e in procinto di fallire. La storia si ripete, dunque: come successo qualche tempo fa per Ideasorriso, anche il colosso spagnolo dell’odontoiatria rischia di lasciare a piedi centinaia se non migliaia di pazienti in tutta Italia. L’ufficio legale dell’Adico anche in questo caso ha già cominciato la sua attività a tutela degli ormai ex clienti Dentix per seguirli in questa che si profila essere una battaglia molto articolata. “Allo stato attuale la clinica dentistica non è ancora fallita – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori -. Ma in tanti, quasi tutti pazienti della sede di piazza Ferretto, ci hanno contattato disperati perché nessuno risponde più dal centralino della clinica. In tale contesto, la nostra prima azione è la costituzione in mora dell’azienda con la conseguente richiesta di restituzione di quanto sborsato dal cliente entro termini definiti, solitamente quindici giorni. Se nei termini la controparte non adempie alle richieste, il nostro modo di procedere dipenderà dalla tipologia del pagamento effettuato. Per chi ha pagato accendendo un prestito con una finanziaria, si agisce seguendo le norme del codice civile e del testo unico bancario che prevedono la possibilità di risolvere il contratto di finanziamento cancellando le rate future e chiedendo la restituzione di quelle già versate. Con Ideasorriso ci siamo mossi così ottenendo ottimi risultati”. Per chi ha pagato in contanti, la situazione si complica e bisogna valutare caso per caso. “Di certo per questi ex pazienti la strada più percorribile è quella di attendere il fallimento della clinica e di chiedere l’insinuazione al passivo – commenta ancora Garofolini – sapendo però che non si rientra fra i creditori privilegiati. IL nostro suggerimento è comunque quello di agire il prima possibile con la costituzione in mora che è un passo obbligatorio prima di qualsiasi altra azione”.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *