Divorzio breve, il governo tira dritto

Il governo non cede sul divorzio ‘fai-da-te’ che si potrà sancire davanti ai legali dei coniugi, o agli ufficiali dello stato civile, senza passare per il giudice. Per il ministro Andrea Orlando questa previsione inserita nel decreto per smaltire l’arretrato della giustizia civile, in fase di conversione al Senato, rappresenterebbe un «elemento qualificante». E dunque non saltano gli articoli 6 e 12 che prevedono la nuova procedura accelerata. Tuttavia il Guardasigilli, intervenuto ieri in Commissione Giustizia a Palazzo Madama, ammette che sulle norme semplificate per separazione e divorzio «c’è un nodo da sciogliere e differenze più profonde». Contrari o perplessi, infatti, non solo il Ncd, ma anche Fi, Scelta civica e Per l’Italia. «Mi auguro che si comprenda che non c’è la volontà di stravolgere un’istituto ma solo quello di sgravare la giurisdizione », auspica Orlando. Il Pd aveva anche formalizzato la proposta ulteriore di ‘travasare’ nel provvedimento l’altra normativa, specifica, sul divorzio breve, ridotto a sei mesi in caso di separazione consensuale. Normativa che è già stata approvata dalla Camera e ora attende il via libera definitivo del Senato. Ma il ministro esclude che si intenda procedere su questa nuova strada mettendo insieme le due innovazioni (divorzio breve e giustizia civile), creando ulteriore confusione.

Resta in campo, però, la proposta del divorzio davanti agli avvocati o agli ufficiali dello stato civile. Il capogruppo del Ncd in Commissione Carlo Giovanardi stronca il cosiddetto ‘divorzio fai da te’, come una «norma ideologica infilata in un decreto legge che lascia la parte debole alla mercé della parte forte, senza nessun controllo giudiziario». E ricorda che la proposta ha incontrato «unanime dissenso nelle udienze conoscitive di tutte le associazioni degli avvocati, della Associazione nazionali magistrati e del presidente del Tribunale di Roma, a cui deve essere aggiunto – ricorda – il radicale dissenso del Forum delle famiglie». Il Ncd chiede quindi di stralciare gli articoli 6 e 12 del decreto «prima che diventino materia di un ruvido confronto parlamentare che – avverte Giovanardi spaccherebbe la maggioranza». Ma prende posizione anche Fi con Ciro Falanga: «Si rischia di far diventare il matrimonio un istituto di diritto privato e non più di diritto pubblico com’è ora».

di Angelo Picariello
fonte: avvenire.it

 

7 risposte

  1. Se i giovani sapessero il vero significato del matrimonio che affrontano come se fosse una festa di paese, nel senso che il giorno dopo è finito tutto, non ci sarebbero tante separazioni che intasano i Tribunali. Credo sia impossibile farglielo capire.

  2. Moltissime coppie si separano in modo consensuale per pagare meno tasse ( es: la seconda casa ma non solo) e xtanto il divorzio breve va bene MA, ATTENZIONE LO SI DEVE DARE PER LEGGE A TUTTE LE COPPIE CHE SI SEPARANO, ANCHE SE NON LO CHIEDONO ) sia per uno dei motivi sopra elencati sia per la pensione( anche se ridotta mi sembra al 60% ) in caso di morte di uno dei coniugi ma , tanto nessun suggerimento utile e reale viene preso in considerazione , chi comanda fa quello che a Lui piace e che vuole fare.

  3. dalla notizia estraggo: ….la proposta ha incontrato «unanime dissenso nelle udienze conoscitive di tutte le associazioni degli avvocati…….
    Scusate ma secondo voi avevate dubbi che la casta professionale non avesse qualcosa da obiettare? Troppo facile, semplice e, soprattutto, a costo quasi zero il divorsi avanti l’Ufficiale di Stato Civile. Così facendo gli avvocati si ritroverebbero a dovere rinunziare alla gran fetta “di torta” di denaro dalla quale traggono buona parte dei loro guadagni. Ma non preoccupatevi se la cosa andrà in porto, troveranno il modo di fare rimediare al Governo (fatto soprattutto di avvocati) il “mal tolto” del divorsofai da te.

  4. Il matrimonio è una scelta così come la separazione ed il conseguente divorzio. Chi si separa o divorzia per questioni economiche, sà bene quello che fà. Per quanto riguarda la separazione consensuale non sarei d’accordo in quanto una delle due parti potrebbe non essere al corrente della situazione economica dell’altro o dell’altra e le bugie sono all’ordine del giorno. Cosa che capita spesso e dove gli avvocati diventano ricchi. I giudici nelle loro sentenze sono piuttosto sbrigativi senza approfondire le ragioni. Questo proprio perchè sposarsi e separarsi è un’abitudine dei nostri giorni.

  5. Non mi sembra che il divorzio riguardi solo i giovani. Non penso che le coppie che hanno 20 anni e oltre di matrimonio si separano senza validi motivi, spesso anche gravi motivi. Per questo serve il divorzio breve. Esiste in quasi tutti i paesi. Possibile che in Italia sia tutto a rallento !!!

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