ENERGIA: “M’ILLUMINO DI MENO”, LE 10 REGOLE PER IL RISPARMIO

Dieci regole per consumare meno energia. Il decalogo è stato presentato dall’associazione dei consumatori Adoc in occasione della giornata del risparmio energetico #milluminodimeno, cuarata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio2. Quest’anno l’invito per gli amministratori e i cittadini è quello di basare la propria adesione sul tema della mobilità sostenibile: promuovendo l’uso della bicicletta e di tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente. Pedalate cittadine, incentivi a usare i mezzi pubblici, pedibus scolastici, rinunciare un giorno all’automobile sono solo alcune delle tante iniziative che è possibile organizzare nei proprio territori per aderire.

Il VADEMECUM DEL RISPARMIO ENERGETICO DELL’ADOC
Regola la temperatura: limitare la temperatura degli impianti di riscaldamento è una regola essenziale per ridurre gli sprechi, prevista anche da una normativa nazionale, il DPR 412/1993, che stabilisce come ottimale per ambienti salutari e confortevoli una temperatura di 20 gradi centigradi. Riducendo la temperatura di 1°C si possono tagliare consumi e costi nell’ordine del 5-10% l’anno. Al contrario, per ogni 1°C in più rispetto alla soglia dei 20°C la spesa sale tra il 5 e il 7%. In questo senso possono tornare utili le valvole termostatiche.
Caldaia in regola: una manutenzione e pulizia accurata della caldaia, effettuata periodicamente, aiuta a mantenerne l’efficienza e la funzionalità della stessa, evitando al contempo sprechi e costi maggiori. Dal punto di vista normativo, sono previsti: controlli ogni 2 anni per gli impianti termici a combustibile solido o liquido; controlli ogni 4 anni per gli impianti termici a GPL o a metano; se la potenza termica della caldaia è maggiore o uguale a 100 Kw, le tempistiche precedenti vengono dimezzate. Questo si traduce in un sensibile risparmio per le famiglie, fino a circa 80 euro l’anno, in quanto non più soggette alla certificazione di fumi e funzionalità della caldaia ogni anno.
Usa le valvole: le valvole termostatiche sono un semplice dispositivo che da applicare direttamente sui caloriferi, che consente di limitare e regolare il consumo dell’acqua calda usata per il riscaldamento, permettendo di riscaldare di meno gli ambienti di casa più caldi e viceversa. Sostituire la classica valvola manuale con quella termostatica ci consente di ridurre fino al 15% le spese relative al buon funzionamento dell’impianto. E’ importante anche verificare la temperatura dell’acqua, è inutile mantenere la temperatura sempre oltre i 60°C.
Tende, spifferi e ostacoli: la presenza di ostacoli alla corretta circolazione dell’aria calda è una delle prime cause dello spreco d’energia e di soldi. E’ sempre opportuno tenere le tende aperte davanti ai caloriferi e non coprire i termosifoni e altre fonti di calore. E’ poi necessario eliminare tutti gli spifferi all’interno dell’abitazione che non permettono la conservazione dell’aria calda, anche ai fini del mantenimento di una temperatura ottimale all’interno di tutti gli ambienti, intervenendo anche sugli infissi. Ad esempio inserendo materiali isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i caloriferi. Questi semplici interventi possono generare un risparmio fino al 40% sulla spesa del riscaldamento.
Interventi strutturali: qualora fosse necessario fare degli interventi strutturali sulla casa, come la sostituzione degli infissi e l’installazione dei doppi vetri (riduce le dispersioni di calore, con un risparmio energetico fino al 40%) o il rivestimento del sottotetto con un materiale isolante (consente un risparmio fino al 25%), è possibile usufruire delle detrazioni fiscali fino al 65%, confermate dalla Legge di Stabilità 2016. Come i bonus sulla casa, allo stesso modo viene confermato anche il bonus mobili: la detrazione Irpef al 50% (per l’acquisto di mobili e arredi ed elettrodomestici in classe A+ e A per i forni) per l’immobile oggetto di interventi edilizi, per cui si fruisce della detrazione per ristrutturazione, resta al 50% per tutto il 2015. Maggiori informazioni sulle modalità e l’uso delle detrazioni sono consultabili nella “Guida alle agevolazioni fiscali” dell’Agenzia delle Entrate.
Non disperdere il calore: è possibile limitare la dispersione del calore attraverso l’utilizzo in maniera strategica di strumenti isolanti come tapparelle e serramenti. Investire su finestre e porte ad alta conservazione termica permette di ridurre sensibilmente i consumi mantenendo comfort e calore all’interno dell’abitazione.
Radiatori in forma: per mantenere un radiatore in condizioni massime d’efficienza è fondamentale spurgare l’aria, per permettere all’acqua di circolare liberamente e riscaldare al meglio l’ambiente, evitando sprechi e un rialzo dei costi.
Di notte e in assenza: riprogrammare il termostato per abbassare la temperatura di notte o quando non c’è nessuno nell’ambiente permette un risparmio in bolletta tra il 7 e il 15%. Per mantenere al massimo l’efficienza è opportuno programmarli per l’accensione solo nei momenti in cui serve un ambiente caldo o quando si sta per tornare a casa. E’ importante anche non riscaldare gli ambienti nei quali non viviamo, ma solo quelli che si utilizzano di più e abbassare le tapparelle non appena fa buio, limitando la dispersione del calore attraverso le superfici vetrate
Cambia aria: cambiare l’aria delle stanze è fondamentale per mantenere un ambiente salubre, soprattutto in inverno, sono sufficienti appena 10 minuti con le finestre aperte per cambiare totalmente l’aria di una stanza. L’importante è pero non effettuare questo intervento quando i termosifoni sono in funzione, altrimenti si verificherà uno spreco di calore.
Bonus sociale: in presenza di determinate condizioni di disagio sociale ed economico è possibile usufruire del bonus sull’energia elettrica e il gas, con risparmi fino al 15% sul costo del gas.

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Spegnere le luci quando non servono
Spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
Sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

Fonte: La Repubblica

Una risposta

  1. Il secondo punto del decalogo, oltre alla questione risparmio energetico e rispetto dell’ambiente dall’inquinamento “classico”, comporta anche un problema ancora più grave e che riguarda i danni alla salute dovuti ai campi elettromagnetici emessi da qualsiasi apparecchiatura elettrica ed elettronica.
    Pochi conoscono l’argomento ed ancora meno si comportano di conseguenza (d’altronde, molti continuano a fumare nonostante gli effetti si vedano nel breve, figuriamoci per qualcosa che non si vede …), di questi, i più sanno qualcosa sulle emissioni di cellulari e relative antenne sparse per il territorio.
    QUasi nessuno invece sa o si preoccupa delle conseguenze dovute alle emissioni di reti wi-fi e telefoni cordless, che pur avendo un’intensità inferiore, sono spesso lasciati accesi 24 ore su 24, quindi anche quando non servono.
    Se si fa una scansione con un proprio apparecchio wi-fi si possono trovare anche decine di reti che “sparano” onde elettromagnetiche in continuazione, anche quando i proprietari sono fuori casa per giorni; questo non deve essere un alibi per tenere acceso anche il proprio apparecchio senza motivo: oltre al consumo elettrico, fanno molto più male a se stessi che ai vicini, in quanto l’effetto diminuisce in maniera esponenziale con il quadrato della distanza, pertanto raddoppiando la distanza l’effetto diminuisce di 4 volte; inoltre, come sempre, ognuno deve fare la propria parte.
    L’AIRC Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato i campi elettromagnetici 2B, cioè come possibili cancerogeni per gli esseri umani!
    Oltre ai rischi di sviluppare carcinomi, ci sono tutta una serie di altri danni e malesseri che spesso si possono avere e dei quali non si riesce a dare risposta se non a causa dell’esposizione a campi elettromagnetici; ci sono inoltre sempre più persone che sviluppano elettrosensibilità, per capirci una sorta di allergia a questi campi e.m., per cui devono vendere l’auto nuova che è sempre più elettronica e piena di sensori e sempre connessa, oppure devono cambiare casa o lavoro per allontanarsi dalle fonti di emissione.
    La modernità è utile e comoda, ma per evitare di farsi del male basterebbe limitare i periodi di esposizione ai c.e.m. a quando serve effettivamente l’apparecchiatura, ci sono persone che usano la connessione senza fili anche se hanno la presa della rete telefonica vicino al modem, ciò è assurdo, wi-fi e cordless si possono usare accendendoli per il tempo strettamente necessario e spegnendoli soprattutto di notte, quando è maggiore il periodo di “bombardamento” inutile, ed evitando che ne vengano esposti i bambini, ovviamente i più a rischio degli effetti negativi.
    Documentarsi su cosa comporta l’esposizione ai c.e.m., evitando sia le fonti negazioniste che quelle catastrofiste, può aiutare a conoscere il problema ed a comportarsi di conseguenza; due siti che conosco e ritengo seri sono:
    http://www.applelettrosmog.it e http://www.elettrosensibili.it

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