Giù gli acquisti di Natale, la crisi economica fa paura quanto il Covid. Più libri che tecnologia

Quasi il 60% dei consumatori ha dichiarato di essere intenzionato a spendere meno del 2019, con una riduzione della spesa stimata intorno al 20%, quest’anno. A tracciare l’andamento degli acquisti di Natale in emergenza Covid è l’indagine Swg sulla Città metropolitana di Venezia, commissionata da Confesercenti Venezia Rovigo. Realizzata fra il 3 e il 9 dicembre, su un campione di popolazione di circa 400 persone, l’analisi mostra un quadro inedito di tendenze, preoccupazioni e comportamenti dei veneziani a causa della pandemia, dell’incertezza e delle disposizioni normative in costante evoluzione contro il contagio.

Il Covid

Negli ultimi 12 mesi, il 35% del campione ha dichiarato di aver ridotto i consumi e il 36% di aver avuto difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio reddito. Per contro, il 52% dice di vivere in una condizione di tranquillità: «segno che una quota di ciò che veniva speso in  precedenza, ora viene risparmiato, indicatore tipico della mancanza di fiducia per il futuro di chi acquista o investe», ha commentato il presidente di Confesercenti Venezia Rovigo, Maurizio Franceschi, descrivendo i dati a Mestre, martedì. Il Covid non preoccupa più della situazione economica: è la prima fonte di inquietudine per il 20% dei rispondenti, mentre coloro che temono per le prospettive occupazionali e di guadagno proprie, della famiglia e generali, sommati, superano il 30%. Alla domanda: “quali dovrebbero essere le priorità dell’agenda politica del 2021”, risponde: “il vaccino anti Covid” il 20% del campione, mentre si deve “fare di più per la crescita economica”  per il 18%, oltre a “rilanciare l’occupazione” per il 17%. 

Boom di online

Un dato su tutti: negli ultimi mesi ha dichiarato di aver utilizzato il canale online per gli acquisti il 58% dei veneziani intrervistati da Swg. Se il 48% ha affermato di aver “già comprato i regali di Natale” e di questi tutti hanno ammesso di averlo fatto online, rispetto al 2019 è probabilmente corretto parlare di vera e propria impennata del web. L’anno scorso infatti, coloro che dichiaravano che avrebbero comprato su internet, in questo stesso periodo, ammontavano all’11% nel Veneziano. Il 33% avrebbe comprato nei negozi, il 12% nei mercatini e il resto nei parchi o nei centri commerciali. Nonostante le piazze venete prese d’assalto, nei weekend precedenti, per lo shopping di Nalate, come hanno mostrato le foto sui social, sembra che la pandemia abbia spostato molti acquirenti sul web. Del resto, tra gli intervistati, il 34% ha detto di essere condizionato, nella frequentazione dei negozi, dalla “paura del contagio”. In generale, al primo posto, cibo e bevande restano in cima alla classifica delle cose comprate, mentre i libri questa’anno superano tecnologia e telefonia.

La regolamentazione e i ristori

Visto il boom degli acquisti online, anche durante il black friday, Confesercenti aveva chiesto pochi giorni fa al governo di bloccare o regolamentare fortemente l’online in questo momento di pandemia, «considerato che i negozi sono stati sottoposti a regole ferree e chiusure contro il contagio, così da evitare forme di concorrenza impari. Il governo si sarebbe mosso, ma alla fine non tutte le categorie economiche si sono trovate d’accordo – ha spiegato Franceschi -. Di sicuro, di fronte alla prospettiva di un nuovo lockdown, se non ci saranno ristori, moratorie sulle tasse e regole per il web, molte imprese chiuderanno. Diverse piccole aziende – ha aggiunto – si sono comunque cimentate nel digitale per promuoversi e presentarsi, lo vediamo dalla frequenza ai nostri corsi». Saldi confermati al 30 gennaio, ma le vendite promozionali possono iniziare subito, in deroga alla norma che vuole la sospensione degli sconti a partire da un mese prima.“

Fonte: Veneziatioday.it

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