GIUDICI DI PACE DI VENEZIA AL COLLASSO. DA NOVE MESI I SOCI ADICO CHE HANNO FATTO RICORSO CONTRO LE MULTE DI VIA MANIN E VIA TORRE BELFREDO ATTENDONO LA DATA DELL’UDIENZA. GAROFOLINI: “SERVE UN INTERVENTO URGENTE PER SCONGIURARE IL RISCHIO PARALISI”

I ricorsi sono stati presentati ancora lo scorso dicembre, ma solo ieri, dopo nove mesi, sono stati iscritti a ruolo negli uffici del Giudice di Pace. Insomma, quasi sicuramente bisognerà aspettare il 2016, prima che si vada in udienza a discuterli. E così, i soci dell’Adico che tramite la nostra associazione hanno deciso di opporsi alle multe comminate dalle telecamere di via Manin e via Torre Belfredo-Spalti a Mestre, dovranno penare ancora prima di capire quale sarà il loro destino, ovvero se le sanzioni verranno confermate o cancellate.

Un’attesa per nulla rilassante, dato che gli iscritti che hanno deciso di rivolgersi all’ufficio legale dell’Adico per fare ricorso, hanno collezionato tutti alcune decine di multe per importi di diverse migliaia di euro. “Gli uffici del Giudice di Pace sono al collasso, come ha ricordato recentemente la coordinatrice Nadia Santambrogio – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – soprattutto dopo l’accorpamento a Venezia degli uffici di Dolo e di Mestre. E’ una situazione che rischia di esplodere, al di là dei casi che stiamo seguendo noi. Per quanto riguarda invece la nostra esperienza diretta, i soci che tramite i nostri legali hanno presentato ricorso al Giudice contro le multe di via Manin e di via Torre Belfredo sono molto preoccupati, dato che hanno in sospeso importi molto elevati e ovviamente sono in attesa dell’udienza che ormai, vista la situazione, slitterà quasi sicuramente al prossimo anno, quindi un anno dopo il ricorso stesso”.

Gli uffici di Venezia possono contare su sette dipendenti (e nessun dirigente), e sette sono anche i Giudici di Pace (su un organico previsto di 31) che hanno in carico un migliaio di fascicoli a testa. “I Giudici sono chiamati a un superlavoro e a loro non si può imputare nulla – conclude Garofolini -. Però chi ha il potere di farlo deve intervenire in modo deciso per cambiare radicalmente la situazione”.

 

 

 

 

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