“I costi per la rottura della catena di distribuzione non possono essere a totale carico del cliente”. Adico contesta la recente posizione di Bmw

MESTRE. La rottura della catena di distribuzione in alcuni modelli della Bmw – casistica molto diffusa e denunciata alla nostra associazione da decine di soci – non può rientrare fra gli interventi di straordinaria amministrazione, che sono di consueto a carico dei clienti.  E’ questa la posizione di Adico di fronte a recenti, inaccettabili risposte che la casa automobilistica tedesca sta fornendo ad automobilisti vittime di questo frequente problema. La questione è nota e diffusa tanto che l’associazione ha aperto negli anni decine di pratiche trovando da parte di Bmw sempre risposte soddisfacenti, basate soprattutto su una compartecipazione alla spesa per la riparazione del guasto. Ora, forse proprio a causa delle numerose richieste di indennizzo, qualche automobilista sta ricevendo risposte negative per quanto riguarda la divisione dei costi e il motivo, come accennato, sarebbe legato al fatto che la rottura della catena rientrerebbe fra gli interventi di manutenzione straordinaria, a carico del proprietario della vettura. “Le modalità della rottura – spiegano i legali di Adico che seguono con successo decine di casi -, il chilometraggio molto inferiore rispetto ad una ragionevole durata dell’elemento meccanico, nonché la frequenza con cui l’evento si verifica in vetture di analoghe caratteristiche, depongono per una problematica costruttiva, in ragione della quale si ritiene corretto un intervento di Bmw, quantomeno mediante una congrua corresponsione economica o l’effettuazione del ripristino a carico della casa madre”.

L’annotazione è resa necessaria solo per le recenti risposte fornite ad alcuni automobilisti, dato che finora, almeno per quanto concerne le pratiche avviate dall’associazione, la compartecipazione alla spesa per aggiustare la catena ed eventuali guasti causati al motore era sempre stata accolta in percentuali variabili dal 50 al 70% tranne in casi eccezionali nei quali si ravvisassero palesi mancanze da parte dell’acquirente. Nel frattempo, conferma Carlo Garofolini, presidente dell’associazione, “continuiamo a ricevere richieste di assistenza in relazione a tale problematica. Ci auguriamo che la collaborazione instaurata in questi anni non si trasformi in un muro contro muro che potrebbe danneggiare soprattutto l’immagine della prestigiosa casa automobilistica tedesca”.

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