Mancanza di informazione sulla validità dei suoi buoni, risparmiatore veneziano chiede aiuto ad Adico per recuperare dalle Poste 9 mila euro (più interessi) prescritti

VENEZIA. Immaginatevi la sorpresa. Avete acquistato alcuni buoni fruttiferi, dopo qualche anno andate alle Poste per ritirare gli importi investiti e vi sentite dire dallo sportellista che in mano avete carta straccia, perché quei “titoli” sono ormai prescritti. Beh, per M.D., ora socio Adico, la sorpresa si è quasi trasformata in infarto quando, alcuni giorni fa, ha ricevuto proprio una risposta simile a fronte della richiesta di rimborso di 18 buoni da 500 euro ciascuno acquistati a aprile 2002 e del valore complessivo di 9mila euro. “I buoni non sono più rimborsabili perché prescritti”, ha spiegato l’operatore delle Poste di fronte a un cliente a dir poco stranito di fronte all’inaspettata notizia. Cosa fare, dunque? L’uomo ha deciso di non arrendersi e si è affidato all’ufficio legale dell’Adico tramite il quale ha constatato che questo problema non riguarda solo lui. Spieghiamoci bene. I buoni incriminati appartengono alla serie AA3, hanno validità di sette anni dalla data di emissione, allo scadere dei quali iniziano a decorrere i termini della prescrizione. Peccato però che l’uomo non abbia mai ricevuto dalle Poste alcun foglio che lo informasse sulle condizioni e sui termini dell’investimento sebbene questo onere sia espressamente previsto dalle normative vigenti. “Se fosse stato adeguatamente messo al corrente delle tempistiche di validità dei buoni il nostro socio sarebbe andato a ritirarli per tempo – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Tanto più che gli stessi titoli non riportano nessuna indicazione in merito alla validità di sette anni dalla data di emissione e al risparmiatore non è stato consegnato alcun foglio informativo con le condizioni e i termini dell’investimento. Ricordiamo che nell’immaginario collettivo dei risparmiatori quei titoli hanno validità trentennale, come succedeva un tempo. Ci sembra un comportamento ambiguo quello adottato dalle Poste ed è impensabile che un risparmiatore resti a mani vuote per la mancanza di trasparenza da parte di chi emette i titoli. Tramite il nostro ufficio legale andiamo a richiedere il capitale investito, pari a 9 mila euro, e gli interessi maturati. Da questo punto di vista la giurisprudenza si sta mostrando finora dalla parte del risparmiatore stesso”. Secondo quanto rilevato dall’associazione di consumatori, potrebbero essere in tanti nella stessa situazione raccontata qui sopra. Chiunque stia vivendo una simile disavventura può contattare la segreteria dell’Adico allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-19) oppure scrivere a info@associazionedifesaconsumatori.it.  

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