Il Caf sbaglia la dichiarazione, sanzione da mille euro per una 80enne mestrina. Adico scrive all’Agenzia delle Entrate: “cartella incomprensibile per una persona anziana. Servono comunicazioni più chiare”

MESTRE. Un errore del Caf nella dichiarazione dei redditi 2015, la sanzione da oltre mille euro da parte dell’Agenzia delle Entrate. E’ questa la brutta sorpresa che E.S., 80enne pensionata mestrina, si è ritrovata ad affrontare in questi giorni dopo aver ritirato alle Poste la temuta raccomandata verde. Nulla di nuovo sotto il sole, si dirà. Anzi, in molti stanno ricevendo comunicazioni di questo tipo da quando sono state sbloccate le cartelle dopo il blocco degli invii decretato a causa della pandemia. Questa volta, però, Adico ha deciso di scrivere alla stessa Agenzia per invocare un diverso approccio con il cittadino e in particolare con le persone anziane. “La pensionata – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ha ricevuto questa cartella del 2015. Ha provato a leggere le innumerevoli pagine in essa contenuta, colme di numeri e di tabelle ma non ha potuto capire neppure il tipo di contestazione. Si è dunque affidata ai figli ma anch’essi hanno fatto fatica a leggere gli incartamenti, troppo tecnici e specifici. A questo punto, ha deciso di affidarsi ai nostri legali che hanno riscontrato una discordanza fra quanto dichiarato per i redditi da fabbricato e quanto accertato. La domanda però sorge spontanea: si può costringere una persona molto anziana a districarsi in questo modo fra l’altro per affrontare situazioni risalenti al 2015 e a sbagli probabilmente causati da un errore del Caf?”.

La questione non è di poco conto anche in ottica di quel Fisco “amico” che resta a tutti gli effetti un ossimoro dai caratteri utopici. Però, ribadisce Garofolini, “anche questa vicenda dimostra come l’Agenzia potrebbe comunicare con i propri contribuenti in modo molto più chiaro, soprattutto se la persona ha una età avanzata. Il contribuente dovrebbe avere il diritto di riscontrare da solo eventuali errori delle Entrate e contestare gli importi richiesti, soprattutto se riferiti a cinque anni prima”.

Al di là di tutto, anche questa vicenda evidenzia la necessità di una nuova legislazione che riguardi Caf e Patronati. “Hanno in mano tantissime pratiche e possiamo capire che si possa sbagliare – conclude Garofolini -. Ma in caso di errore è inammissibile che non vengano quasi mai riconosciute le responsabilità dell’operatore o dell’operatrice della struttura anche se la stessa ha a disposizione proprio una assicurazione ad hoc. Eppure ci sono contribuenti che perdono migliaia di euro o benefici per disattenzioni di Caf e Patronati. Non si può pensare di andare sempre in causa per tentare di far valere i propri diritti”.      

2 risposte

  1. Da quello che mi risulta i caf sono obbligati ad avere una assicurazione x eventuali errori che possono essere commessi.
    Gli studi privati dei commercialisti che svolgono lo stesso lavoro, mi risulta che sono obbligati anche loro. A questo punto sorge una domanda : perche’ rivolgersi ai caf???? Preciso che io non sono interessata a parteggiare x nessuno, non sono di parte. Comunque concordo con quanto richiesto relativamente alla agenzia
    Delle Entrate

    1. Salve, si come sottolineato nell’articolo esiste una assicurazione ad hoc il problema, però, è che, da nostra esperienza personale, vediamo che bisogna fare salti mortali per far riconoscere le loro responsabilità e quindi mettere in moto l’assicurazione stessa. Senza prove scritte o testimonianze concrete, l’unica strada che resta è la causa. Ma in pochi decidono di avventurarsi: troppi soldi da investire, poche certezze per quanto riguarda il risultato. Per quanto riguarda il commercialista, anche su questo punto ha ragione. Il problema è ovviamente di costi dato che il commercialista è molto più oneroso, di contro è vero che in caso di proprio errore il commercialista solitamente ne risponde senza fare tante questioni.
      Un saluto
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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