Il governo rinvia le cartelle esattoriali. Adico: “bene, ma servono altri interventi”. L’associazione intanto critica la gestione dei ristori agli esercenti: “in tanti non hanno visto un euro”

Il rinvio delle cartelle esattoriali? Una buona notizia per i cittadini anche se ci attendiamo nuove proroghe, altre rottamazioni e nuovi provvedimenti sul saldo e stralcio. E’ questa la posizione di Adico dopo l’atteso annuncio da parte del governo che ha procrastinato al 31 gennaio l’invio di riscossioni e accertamenti relativi al 2020 e al 2021. “Una decisione quasi scontata – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – considerando che ci sono molte famiglie con redditi ridotti ormai all’osso o addirittura senza più entrate. Poi fra i debitori ci sono con ogni evidenza anche diversi esercenti, che rappresentano una delle categorie maggiormente martoriate e meno protette di questo periodo. La questione dei ristori, per esempio, ci lascia molto perplessi. Sono sempre di più gli imprenditori che ci raccontano di non aver ricevuto ancora un euro e di vivere nella totale incertezza”.

Per quanto riguarda le cartelle, invece, il Consiglio dei ministri ha decretato lo stop all’attività di riscossione, fino al 31 gennaio, attività che era stata sospesa nel corso dell’emergenza Covid. Il decreto, si legge nella nota di Palazzo Chigi, “prevede l’ulteriore differimento, dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021, dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Ieri il viceministro all’Economia Antonio Misiani, aveva spiegata che sulla “montagna di cartelle esattoriali che rischiano d’arrivare nel 2021, è necessario un intervento: una proroga-ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluito nel tempo, una rateizzazione più conveniente, un ‘saldo e stralcio’, altrimenti s’apre un problema sociale”. Adico sposa in pieno questa proposta.

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