Il governo taglia lo sconto sul carburante, oggi a Mestre un pieno di benzina costa sei euro rispetto a due giorni prima

MESTRE. Il decreto “accise” di novembre, a firma del governo Meloni, manifesta da oggi suoi pesanti effetti per le tasche degli automobilisti mestrini. Secondo il monitoraggio di Adico su sette distributori della terraferma, la riduzione dello sconto di 30 centesimi introdotto dal governo Draghi, si traduce in circa 6 euro in più per un pieno da 50 litro di benzina e in 5 euro in più per un pieno da 40 litri di gasolio, carburante che continua a costare più della verde.

Guardando ai prezzi sul territorio riportati nei display luminosi visibili dalla strada, fino a mercoledì (ieri) per la benzina si sborsavano a Mestre fra 1,550 e 1,650 euro al litro, salvo rare eccezioni come quella dell’Ip di via Forte Marghera dove il prezzo era di 1,859 euro. E per il diesel, fra 1,660 euro a 1,710 circa, sempre senza contare l’IP di via Forte Marghera. Da oggi, invece, i costi si sono alzati, con la verde venduta con tariffe comprese fra 1,690 e 1,775 al litro (con la punta di 1,981 euro al litro al solito IP) e il gasolio fra 1,780 e 1,810 euro (sopra i 2 euro in via Forte Marghera).

Per intenderci, prendendo ad esempio una delle insegne più presenti nel territorio veneziano, il Vega, un pieno da 50 litri di benzina è passato dagli 80,95 euro di mercoledì agli 86,95 euro di oggi. Il pieno da 40 litri di gasolio da 67,56 a 72,36 euro al litro. In generale la differenza per entrambi i carburanti è fra i 10 e i 12 centesimi al litro, in linea con il taglio deciso nel decreto accise.

“Prendiamo atto che il primo effetto dei provvedimenti del nuovo governo va a toccare le tasche degli automobilisti, una delle categorie più tartassate d’Italia – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Non stupisce che nei giorni scorsi ai distributori di benzina si registrassero grandi code, in vista di questo taglio dello sconto di 30 centesimi sulle accise. Dispiace che questo provvedimento arrivi proprio nel periodo pre-festivo. Nelle prossime settimane molti si muoveranno, in particolare per il ponte dell’8 dicembre, e la decisione di non prorogare il provvedimento non ci voleva proprio. Siamo preoccupati anche per il costo del gasolio che potrebbe avere ricadute molto forti sul consumatore finale rispetto ai prodotti trasportati su gomma. Purtroppo, per favorire certe categorie, il governo ha scelto strade che non condividiamo come questa riduzione dello sconto sul carburante. Ci auguriamo che venga presto reintrodotto perché, inutile dirlo, il pericolo è di tornare molto presto a quei prezzi folli ben superiori ai 2 euro al litro che si registravano prima dell’intervento dell’esecutivo di Mario Draghi. Soprattutto se a questo primo step di riduzione dello sconto dovesse seguire la sua totale cancellazione”.

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