IL MARCIAPIEDE DEL RIONE PERTINI E’ UNA TRAPPOLA, IMPIEGATA MESTRINA CADE E SI FRATTURA UN BRACCIO. TRAMITE ADICO PARTE LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO

MESTRE. La faccia tumefatta, il braccio rotto, la mano ferita. E’ questo il risultato della rovinosa caduta di cui è stata vittima lo scorso 12 luglio T.K., 50enne impiegata mestrina residente in rione Pertini. Un devastante ruzzolone causato però da un ìa situazione che si protrae da molto tempo e che riguarda il marciapiede che corre lungo viale Vespucci e prosegue poi proprio in via Eugenio Carlo Pertini. In quel tratto, infatti, le mattonelle sono totalmente dissestate e le insidie si nascondono ovunque. Ecco perchè la donna, che quel giorno era assieme al figlio ventenne, ha deciso di rivolgersi allo sportello “risarcimento danni” dell’Adico, tramite il quale chiederà al Comune un indennizzo per quanto subito a causa di quell’infido marciapiede. L’incidente, come detto, è avvenuto il 12 luglio attorno alle 12.30. T.K. stava tornando con l’autobus dal Valecenter assieme al figlio. I due, una volta smontati a San Giuliano, hanno proseguito a piedi in viale Vespucci, fino alla svolta per via Pertini. Qui la donna è inciampata su una delle tante mattonelle disconnesse ed è caduta a terra di faccia. Il figlio è immediatamente intervenuto, rialzandola e aiutandola a raggiungere la fermata dell’autobus. T.K., dolorante e con la faccia insanguinata, è salita con lui sul mezzo e dopo un paio di fermate è scesa per andare a casa. Qui, dopo un’oretta, la donna ha chiesto al figlio di accompagnarla al pronto soccorso, a causa del fortissimo dolore al braccio. E all’ospedale, dove i due sono rimati fino alle 11 di sera, i medici hanno riscontrato la frattura del braccio e hanno ingessato T.K., dandole un mese di prognosi. Ora, spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “con il nostro ufficio legale chiederemo un risarcimento dato che la caduta è chiaramente dovuta alle condizioni disastrose di quel marciapiede che deve essere subito sistemato. La presenza del figlio come testimone dell’incidente è fondamentale per far valere le ragioni della donna, costretta ora a stare a casa da lavoro per diverse settimane. Siamo convinti che le nostre richieste verranno accolte vista la chiara dinamica dell’incidente e le palesi responsabilità di chi non è intervenuto per sistemare quelle mattonelle disconnesse”.

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