Il taglio del cuneo contributivo coinvolgerà nel Veneziano circa 315 mila lavoratori. Garofolini: “iniziativa lodevole basta che non sia solo uno spot senza visione”

Venezia. Il taglio del cuneo contributivo per i dipendenti rappresenta una buona notizia per circa 315 mila lavoratori veneziani con redditi inferiori ai 35 mila euro lordi annui. A loro, da luglio fino a dicembre, spetteranno fra i 45 e 100 euro in più al mese, importi che non coprono l’impennata dell’inflazione registrata nel 2022 e ancora ben presente nel 2023 ma che di certo regalano una boccata d’ossigeno a tante famiglie tartassate dai rincari. Restano però tutti i dubbi legati a una manovra che, così com’è, rappresenta solo uno spot per il governo, in quanto non è strutturale (e quindi è molto simile a quei bonus che sembrerebbero tanto invisi all’esecutivo Meloni) e pare economicamente insostenibile nel lungo periodo. Inoltre il taglio è sui contributi non sulle tasse, quindi bisognerà valutarne le conseguenze sulle casse dell’Inps. Senza contare che alcune categorie, come i pensionati, sono esclusi dai benefici e la rivalutazione non ha minimamente colmato i gap creati dalla corsa dei prezzi.

Guardando ai dati del Veneziano, il taglio del cuneo contributivo riguarderà poco meno di 9 lavoratori su 10, visto che la platea dei dipendenti under 35 mila euro lordi annui (circa 1.900 euro netti mensili) è decisamente maggioritaria. Secondo i calcoli di Adico, stiamo parlando di 314 mila e 600 lavoratori “sotto padrone” che porteranno a casa un surplus, almeno da luglio a dicembre, a integrazione dell’attuale salario. Per i 94.380 dipendenti veneziani (30%) che portano a casa meno di 10 mila euro lordi l’anno, il beneficio sarà dai 45 euro in giù al mese. Per altri 166.738 con reddito compreso fra i 10 e i 25 mila euro, il beneficio è fra i 45 e i 96 euro. Ai dipendenti con entrate che oscillano dai 25 e i 30 mila euro (23.595 soggetti, il 7,5% del totale) arriveranno 90-98 euro in più. Stesso range che riguarda i lavoratori con salari fra i 30 e i 35 mila euro (29.887, il 9,5%).

Tutto bene, dunque? “Inutile negare che questi soldi faranno comodo a molte persone – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ma speriamo che non si tratti solo di uno spot mirato a guadagnare consensi, perché, per come e per quando è stato presentato, sembrerebbe proprio così. Visto però che non è nostra abitudine fare processi alle intenzioni, accogliamo con favore questo taglio che, giusto dirlo, è contributivo e non fiscale, quindi toglie contributi all’Inps. Le risorse per ora ci sono, con uno scostamento di bilancio. Ma poi? Se lo scopo è quello di aiutare le famiglie per un po’ di mesi, in modo da assorbire gli effetti inflazionistici, allora è una iniziativa illusoria che rischia di trasformarsi in un boomerang, nel momento in cui non dovesse essere confermata. Però ricordiamo che i lavoratori dipendenti nel Veneziano, secondo gli ultimi dati del Mef, guadagnano 21.264 euro lordi annui e non possono arrivare a fine mese con cifre del genere a fronte di un’inflazione che rimane a doppia cifra sul carrello della spesa. Però manca un aiuto per i 218 mila pensionati veneziani che devono fare i conti con assegni previdenziali medi inferiori ai 20 mila euro (19.305 euro). La rivalutazione al 7,3% non è servita a coprire gli effetti dei rincari e non sarà decisiva neppure la 14esima mensilità di luglio riservata ai pensionati più poveri. Quindi, pur accogliendo con favore il taglio del cuneo, temiamo che resti una manovra fine a sé stessa e senza visione. Ma siamo prontissimi cambiare idea e se fosse, lo faremmo con grande gioia”.   

Lavoratori dipendenti

Circa 357.497

Di cui

314.600 (circa 88%) con redditi sotto i 35 mila euro quindi beneficiari del taglio cuneo contributivo.

94.380 (30%): reddito inferiore ai 10 mila euro lordi annui. Vantaggio in busta paga di circa 45 euro in più al mese

166.738 (53%): reddito compreso fra 10 e 25 mila euro. Vantaggio in busta paga dai 45 ai 96 euro in più al mese

23.595 (7,5%): reddito compreso fra 25 e 30 mila euro. Vantaggio in busta paga dai 90 ai 98 euro in più al mese.

29.887 (9,5%): reddito compreso fra 30 e 35 mila euro. Vantaggio in busta paga dai 90 ai 98 euro in più al mese.

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