IL VENDITORE PORTA A PORTA LE FA FIRMARE UN DOCUMENTO CON UN ESCAMOTAGE, TRAMITE ADICO UNA CASALINGA MESTRINA OTTIENE LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO

MESTRE (VENEZIA). Una firma “inconsapevole”, ottenuta con un escamotage dal venditore porta a porta. E’ così che D.C., casalinga mestrina, s’è ritrovata in mano da un giorno all’altro un contratto che la impegnava all’acquisto di diversi articoli per la casa per un controvalore di alcune migliaia di euro. Per questo motivo s’è rivolta all’ufficio legale dell’Adico che ha scritto all’azienda fornitrice, la Cento Vetrine srl di Milano, chiedendo l’immediata rescissione del contratto stesso. L’azienda qualche settimana fa ha accolto la richiesta, annullando la commissione.

La vicenda risale allo scorso ottobre. Come riferisce la nostra socia, un venditore porta a porta si è presentato a casa della donna proponendo la visione di un catalogo pubblicitario di Cento Vetrine. Dopo la presentazione delle varie offerte, il venditore ha chiesto a D.C. di porre una firma su un modulo, spiegando che si trattava di una liberatoria per il trattamento dei dati personali ai fini della ricezione di un catalogo pubblicitario. La casalinga mestrina ha firmato in buona fede, del tutto ignara che si trattasse di un contratto. Qualche giorno dopo, invece, s’è resa conto di aver sottoscritto un contratto di acquisto di articoli per la casa.

Tramite il proprio ufficio legale, Adico ha inviato una diffida a Cento Vetrine, spiegando che la signora “è stata indotta con l’inganno alla sottoscrizione del contratto” e sottolineando altresì che quel documento “non è neppure qualificato come contratto ed è articolato con le caratteristiche di un modulo”. Infatti “la nostra socia è stata indotta a firmare dalle parole del suo interlocutore e dalle sembianze dell’atto che si ribadisce essere un modulo/depliant”.

Qualche giorno fa Cento Vetrine ha risposto positivamente alla richiesta spiegando che “la commissione in oggetto viene da noi cancellata” e “i dati della signora verranno tolti dai nostri archivi”.

Il caso in questione accende i riflettori su una problematica molto diffusa, ovvero i contratti sottoscritti con l’inganno. “La nostra associazione segue molte situazioni di questo genere – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Molto spesso questi venditori porta a porta sono così convincenti che riescono a strappare una firma anche alle persone più sospettose e meno sprovvedute. C’è chi si è inconsapevolmente impegnato per migliaia di euro nell’acquisto di beni e prodotti di cui non ha assolutamente bisogno. Come dimostrato dal caso della signora e da altri casi che stiamo seguendo, il problema si può risolvere agevolmente. Tramite il nostro ufficio legale abbiamo risolto tutti i casi analoghi che abbiamo seguito”.

 

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.