In Italia tre famiglie “povere” su quattro non possiedono tablet o pc. Garofolini: “il digital divide rappresenta il vero distanziamento sociale”

In un mondo sempre più tecnologico, ci sono ancora troppe persone tagliate fuori da servizi e benefici appannaggio ormai solo di chi possiede un pc, un computer, un tablet. Non stiamo parlando solo dei tanti anziani che non sanno neppure cosa sia internet e che hanno bisogno di assistenza anche per fare lo spid ma anche delle famiglie meno abbienti che, come conferma il rapporto Censis, sono le prime vittime del distanziamento sociale. “Abbiamo già denunciato questa situazione – attacca Carlo Garofolini, presidente di Adico – la transizione tecnologica sta avvenendo troppo rapidamente e così si taglia fuori una larga fetta di popolazione, quella più fragile: gli anziani e i cittadini più poveri. Una situazione ingiusta e odiosa figlia anch’essa del Covid che ha reso necessario un utilizzo sempre più massiccio dei sistemi informatici. Ora che la situazione sta migliorando, ci appelliamo al nuovo governo affinché servizi, bonus, benefici, opportunità, vengano offerti ancora seguendo il doppio binario della domanda cartacea o di persona e quelle via web”.

Il Rapporto Censis non lascia spazio alle interpretazioni. In Italia 3,5 milioni di famiglie sono senza internet e dunque non possono seguire le attività on line. Il 55% dei nuclei familiari possiede la banda larga ma fra questi, il 77% può contare su redditi medio alti il 20% su redditi basi. Proprio fra i cittadini con stipendi appena sufficienti (o non sufficienti) ad arrivare alla fine del mese, il 76,9% non possiede un pc o un tablet. Fra chi ha redditi medio alti la percentuale dei soggetti privi di strumenti tecnologici scende al 10,2%.    

“Non siamo contro la tecnologia – conclude Garofolini – ma il passaggio deve seguire le giuste tempistiche altrimenti dovremmo affrontare una nuova lotta di classe, fra chi ha il pc e chi non ce l’ha. Il digital divide è il vero distanziamento sociale dei nostri tempi”.

2 risposte

  1. Sono socio “ADICO” da circa tre mesi e ho risolto due problemi in cui avevo difficoltà a districarmi e a dover rispondere a minacce infondate da parte di una multinazionale del telefono. Sono arrivato da poco a Mestre, pur essendo Veneziano di nascita e da sempre uno studio di altra Provincia mi aveva completato la denuncia dei redditi con ben altra cifra è spostamenti impensabili ad orari sempre strani. Con “ADICO”, dopo un incontro è una e-mail ho risolto un problema che per la mia età era diventato un “grande” problema.
    Piccole cose ma, grandi cose, per una persona di ottanta anni che ritorna a “casa”.
    Rapporti personalizzati e umani per ogni esigenza in questa Italia dove l’anziano è “materiale da alienare”.
    Fate voi!

    1. Signor Tagliapietra, la ringraziamo tutti per questo messaggio bellissimo e graditissimo!! Siamo davvero contenti per quello che ci scrive e se passa da queste parti venga a trovarci che le offriamo volentieri un caffè!! E’ grazie a soci come lei che noi andiamo avanti. E ha perfettamente ragione, gli anziani sono ormai la catena più fragile e indifesa della comunità ma lei può contare su di noi!!! Grazie ancora!!!!!!

      Le auguro un’ottima giornata e continuo a ringraziarla!
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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