Indagine Adico, tre mestrini su cinque chiedono di tornare all’apertura festiva di super e ipermercati

MESTRE. Sarà per le lunghe code che si formano nei giorni festivi o per una questione di abitudine.  In ogni caso, secondo un breve sondaggio realizzato da Adico fra i suoi soci mestrini (152 risposte), la maggior parte dei cittadini preferisce che supermercati e centri commerciali restino aperti la domenica e nei giorni festivi, non come succede ora in seguito all’ordinanza regionale emanata dal presidente Luca Zaia nell’ambito del lockdown.

L’indagine tiene conto della situazione di emergenza e del fatto che le code fuori dai punti vendita favoriscano la percezione che con le attività aperte nei festivi le cose andrebbero meglio. Il 63% del campione coinvolto, infatti, preferirebbe che super e ipermercati restassero aperti la domenica mentre un altro 32% è contento dell’attuale provvedimento (il 5% non si esprime). Sale però al 68 per cento (più di due persone su tre) la percentuale di chi è convinto che una volta finito tutto sarà necessario  tornare agli orari e ai giorni di apertura pre-Coronavirus. Il motivo? “Chi è d’accordo con la chiusura attuale ma vuole l’apertura appena finita l’emergenza – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ritiene che la ripresa del lavoro metterà molti nelle condizioni di riuscire a fare la spesa solo alla domenica. In più, secondo qualcuno, le attività per riprendersi  dovranno essere aperte sette giorni su sette”. Chi vuole mantenere la chiusura festiva, invece, “lo fa o perché afferma che nei festivi bisogna stare a casa con la propria famiglia e non fare shopping, o perché teme che i lavoratori non vengano tutelati”. In ogni caso, il dibattito, che in questo momento resta sotto traccia a causa dell’emergenza, è destinato a tenere banco quando tutto sarà finito o si sarà attenuato. Comunque, “difficile pensare che si rimarrà con questi orari e con questi vincoli festivi, ovviamente caratterizzati da deroghe,  anche per la pressione che, immaginiamo, faranno i colossi della grande distribuzione che sostengono da sempre l’ormai radicata liberalizzazione delle aperture dei negozi”.

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