LA BANCA LE CHIEDE 8 MILA EURO PER CHIUDERE UN PRESTITO ACCESO NEL 2006, MA LEI AVEVA GIA’ FINITO DI PAGARE NEL 2011. ADICO RISOLVE LA SITUAZIONE

Quando ha aperto la raccomandata non poteva credere ai propri occhi. “Siamo spiacenti di constatare che non si è provveduto al pagamento delle rate scadute relative al finanziamento in oggetto. La preghiamo di rimborsarci entro quindici giorni quanto dovuto”. Quindici giorni per restituire più di 8 mila euro sono davvero pochi, ha pensato subito M.T., 50 enne operaia mestrina, dopo aver letto più volte la missiva. Ma quello che più l’ha spiazzata è la richiesta di una somma già pagata in modo automatico negli anni, grazie alla cessione del quinto dello stipendio, con un l’ultima trattenuta in busta datata 2011. La donna, dunque, s’è rivolta all’Adico, associazione difesa consumatori, per chiarire una faccenda per la quale ha cominciato a perdere il sonno, convinta di non venirne a capo. Qualche giorno fa, però, Unicredit, che aveva inviato la raccomandata all’operaia mestrina ancora a ottobre, ha risposto alla lettera inviata dall’ufficio legale dell’associazione, scusandosi per il disguido e spiegando di aver imputato alla donna l’intero ammontare del tfr. Alla fine, però, è rimasto comunque un debito da parte di M.T nei confronti della banca. L’importo dovuto, però, è di 35,90 euro.

La storia è questa. La 50enne mestrina nel 2006 ha sottoscritto un finanziamento da circa 15 mila euro con la Fineco Bank. Un prestito da restituire tramite la cessione di un quinto dello stipendio, corrispondente a circa 150 euro. Il finanziamento non crea problemi alla donna, la quale paga l’ultima rata nel 2011.

Lo scorso ottobre, però, a quattro anni di distanza dalla chiusura del prestito, l’Unicredit, che nel 2008 è subentrata a Fineco Bank, ha inviato la raccomandata alla donna, imputandole sia il mancato pagamento delle rate scadute sia un residuo di finanziamento.

“La nostra socia non si ricordava quasi più del prestito del 2006 – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Figuriamoci che sorpresa è stata quando Unicredit le ha chiesto 8 mila euro da restituire in quindici giorni. Fortunatamente tramite il nostro ufficio legale la situazione è stata risolta in tempi rapidi, anche perché ci siamo trovati di fronte a una controparte che ha diligentemente analizzato la situazione rilevando subito l’errore. Vicende di questo tipo ne seguiamo molte e molte volte, anche se non nel caso specifico, ci si trova di fronte a controparti che tendenzialmente rifiuterebbero il dialogo”.

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