LA CRISI DEL COMMERCIO FA CROLLARE LE COMPRAVENDITE DEI NEGOZI A PADOVA: DAL 2005 L’ACQUISTO DI ATTIVITA’ SI E’ PIU’ CHE DIMEZZATO

Spazi sfitti, locali chiusi, serrande abbassate. Anche a Padova la crisi del commercio è testimoniata dai tanti negozi che hanno cessato l’attività, impoverendo il tessuto economico della città. Le grandi difficoltà del settore, che si riflettono sui consumatori, sono testimoniate da una indagine dell’Adico che ha elaborato i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. 

Anche se nel 2014 le cose sono andate meglio rispetto ai due anni precedenti, negli ultimi nove anni (a partire dal 2005) le compravendite di negozi nel capoluogo patavino si sono più che dimezzate. In termini assoluti nel 2014 sono state acquistate 212 attività in meno rispetto al florido 2005. Come prevedibile, i principali segnali della crisi si sono manifestati nel 2008, ma anche il 2010 è stato un anno difficile per il settore.

L’indagine prende in considerazione anche i dati di altre strutture non residenziali del settore immobiliare. Vediamo. Per quanto riguarda la compravendita di uffici, il crollo è emblematico. Nel 2014 ne sono stati venduti oltre 500 in meno rispetto al 2005 con una diminuzione impressionante: -82,8%. 

Anche il mercato dei box e posti auto registra performance disastrose. A Padova nel 2014 le compravendite sono giunte a quota 1.726 contro le quasi 5 mila del 2005 (-65,1%). Più che dimezzate pure le compravendite di magazzini (da 387 a 172, -55,6%). 

Meno consistenti i numeri relativi al mercato dei capannoni e delleindustrie: le compravendite sono passate dalle 42 del 2005 alle 14 del 2004 (-66,8%). Per quanto riguarda infine la compravendita di alberghi, i numeri sono esigui e le performance particolari e imprevedibili. Nel 2014 ne è stato acquistato solamente uno, come nel 2007, d’altra parte. Nel 2006 si registra il record di 14 hotel venduti.

“Come associazione stiamo portando avanti una serie di indagini che analizzano i principali dati sulla crisi – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico. – Ci interessa in particolare analizzare l’andamento di alcuni settori strategici, come il mercati delle auto e del settore immobiliare. La drastica riduzione delle compravendite si conferma anche per i negozi, che in effetti stanno vivendo una crisi senza precedenti. Il crollo delle vendite delle attività commerciali è specchio delle difficoltà che stanno vivendo le famiglie e di una caduta libera dei consumi. Come dimostrato con le immatricolazioni e con il mercato della case, dobbiamo renderci conto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi. Per questo servono politiche adeguate, in particolare indirizzate ad alleggerire in modo drastico il carico fiscale nei confronti delle famiglie. Solo così si potrà davvero dare una svolta per cercare di avvicinarci alle performance di nove anni fa”.

2 risposte

  1. Non è da meravigliarsi.Oramai chi può fare acquisti e chiedere prestiti?I soliti “fortunati”, che sanno di non poter mai perdere il posto di pubblico impiego a meno che lo stato non si riduca in fallimento .Ma in questo caso purtroppo chi li ha per decenni foraggiati è già defunto . La pubblicità attuale dopo tantissimi anni si ripete ” prestiti solo a dipendenti statali, comunali,municipalizzati,pensionati (meglio se d’oro)”
    E’ anche scandaloso a mio avviso in un periodo in cui milioni di italiani disoccupati non possono comprare il pane , vedere insegne come questa” I.P.A. PRESTAZIONI RISERVATE A DIPENDENTI COMUNALI”.

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