LA DEFLAZIONE CONTINUA, PREZZI GIU’ IN 22 GRANDI CITTA’ SU 31

Sono 22 su 31 le grandi città italiane in deflazione a marzo. L’Istat conta infatti 14 capoluoghi di regione su 20 che registrano cali annui dei prezzi al consumo, contro i 13 di febbraio, e 8 città sopra i 150 mila abitanti su 11, a fronte delle 7 di febbraio, che fanno segnare a loro volta un tasso in deflazione. Tra i capoluoghi come a febbraio, Bari e Potenza registrano le flessioni annue dei prezzi più ampie e pari a -1,0% (a febbraio era -0,9% per entrambi i capoluoghi). Seguono Perugia, Cagliari e Catanzaro (-0,6% per tutte e tre), Roma (-0,5%) e Firenze (-0,4%). Le diminuzioni più contenute, pari a -0,1%, si registrano per Milano, Genova e Napoli. In cinque delle restanti città si registrano aumenti su base annua dei prezzi compresi tra +0,5% di Aosta e +0,1% di Venezia. A Bologna, infine, i prezzi sono stabili su base annua.

Per quanto riguarda i comuni con più di 150 mila abitanti che non sono capoluoghi di regione, i maggiori cali di prezzi su anno interessano Verona (-0,9%, la variazione era nulla a febbraio), Reggio Calabria (-0,7%, da -0,5% di febbraio) e Catania (-0,5%, era -0,4% il mese precedente). Tassi di crescita positivi si rilevano a Parma (+0,5%), e Livorno (+0,1%). A Reggio nell’Emilia i prezzi sono stabili su base annua. I prezzi in calo sembrano una buona notizia: lo sono se il calo dura poco, perché la stretta finisce dritta nei conti delle aziende, che pagano gli stipendi con cui i consumatori fanno la spesa. Il cane si morde la coda, insomma.

 

Fonte: La Stampa

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