La follia del caro-carburante, il prezzo del gasolio supera quello della “verde”. L’analisi di Adico

Quello che in pochi avrebbero potuto prevedere non anni, ma settimane fa, si è concretamente materializzato in questi giorni. Ormai in molti distributori di carburante il prezzo del gasolio ha superato quello della benzina verde ed entrambi oscillano abbondantemente sopra la soglia psicologica dei 2 euro, ormai oltrepassata da tempo. Una situazione per lo più surreale, figlia di evidenti speculazioni, come denuncia da tempo l’Adico e come ha confermato in modo sorprendente lo stesso ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani la scorsa settimana.  Ora, dopo aver più volte raccontato l’impatto sul territorio mestrino del caro-benzina, riassumiamo per punti quanto sta succedendo.

OVER 2 EURO. Nessuno lo avrebbe detto a metà febbraio, quando la verde costava in media 1,750 euro. Allo scoppio della guerra le pompe di benzina hanno iniziato ad alzare il prezzo al litro in modo esponenziale ma non proporzionale a quello del barile di petrolio che fra l’altro, pur sfondando quota 100, ha conosciuto molte oscillazioni in alto e in basso. Il costo del carburante, però, è andato solo verso l’alto con un balzo del 30% in poche settimane.  

STANGATA SUL PIENO. Forse facendo dieci euro di benzina non ci si accorge neppure degli aumenti. Ma su un pieno da 50 litri la stangata è evidente. A marzo 2021, con la verde a 1,550 euro al litro di media, per riempire il serbatoio servivano 77,50 euro. A febbraio, con la benzina a 1,750, il pieno è salito a 87,50. Ma ora lo si paga circa 110 euro!

POMPE BIANCHE E A MARCHIO. Anche in un territorio come la terraferma veneziana tempestato di pompe bianche, il prezzo/litro non si è calmierato. A volte fare benzina in un distributore a marchio è più vantaggioso. Un tempo questo non succedeva (quasi) mai.

Il GASOLIO SUPERA LA BENZINA. In questo marasma è successo l’impensabile. Nella maggior parte dei casi il costo del diesel supera quello della verde. La ricaduta sui trasporti è inevitabile e, di conseguenza, i prezzi sui prodotti alimentari che si spostano su gomma (come molta frutta o verdura) sono destinati a impennarsi sempre più.

VERSO I 3 EURO/LITRO? Il gruppo Equagiustizia che ci fornisce sempre dati eloquenti ed emblematici sui costi della benzina, aveva previsto con largo anticipo il superamento di quota 2 euro/litro. E ora teme che si vada verso l’impensabile picco dei 3 euro. Se così fosse, dovremmo iniziare ad andare tutti a piedi, vendendo l’auto ed evitando così di mantenerla impegnando una parte importante dello stipendio per assicurazione, revisione e, ovviamente benzina.

PROBLEMA APPROVIGIONAMENTO. Ora, come se la stangata non bastasse, il pericolo è addirittura quello che i distributori restino sprovvisti di carburante. Un problema di approvvigionamento che confermerebbe ancor più la sensazione di ritrovarsi in una economia di guerra.  

SPECULAZIONI. Tutto questo trend non è giustificabile solo con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Ci sono evidenti speculazioni in atto e non da oggi, purtroppo. Il conflitto, diciamolo, ha solo reso più giustificabile un incremento dei prezzi così scandaloso. Osservando la variazione del costo del petrolio è palese che qualcuno se ne stia approfittando. Facciamo un esempio: il 9 marzo il prezzo del barile è crollato  di 15 dollari rispetto al giorno prima  (123,70 a 108,70 euro). E di contro il costo del carburante è…salito.

OCCHIO AI FURBETTI. Come se non bastasse il carburante a più di 2 euro al litro, qualche furbetto se ne approfitta pure. Come? Indicando un prezzo/litro sul display luminoso visibile dalla strada e poi applicandone un altro (più alto, inutile dirlo) al momento del rifornimento.  

CONSIGLI. E’ chiaro che in questo momento serva un deciso intervento del governo per punire le speculazioni e per abbassare le accise sul carburante. Agli automobilisti consigliamo la cosa più semplice: utilizzare la macchina solo se strettamente necessario e usare il più possibile i mezzi pubblici sperando che, con la scusa del caro-carburante, non aumentino i costi dei biglietti. Ricordiamoci poi che la scelta del distributore più conveniente può essere determinante se si deve fare il pieno.

5 risposte

  1. Dunque un ministro denuncia associazioni di consumatori denunciano ma non vedo la giustizia muoversi nessuno indaga su i truffatori a si fra un anno daranno un tot alle associazioni e pantalon a bocca asciutta qui scattare la class action

    1. Salve, dopo la denuncia di Cingolani qualche cosa si è mosso, a caccia degli speculatori, vedremo come va a finire. Noi, le assicuro, stiamo facendo di tutto e di più (per quello che è in nostro potere) per denunciare questa situazione scandalosa e ben prima del ministro parliamo di speculazione. Purtroppo, invece, la famigerata class action è pressochè inapplicabile in Italia, se non stia tranquillo che la faremmo (ma su discorso rincari non ci sarebbe alcuna possibilità di farla perchè non c’entra..). Un saluto. Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  2. Non ci sono parole, da quando l’uomo è stato condizionato ad una vita su quattro ruote, si è sempre fatto di tutto che sfruttare l’occasione di guadagnare su l’uso del mezzo privato.
    Assicurazioni carissime, tassa di possesso, superbolli, rincaro dei carburanti, a desso si prende la scusa della guerra, ma in fondo è sempre stata così soprattutto in Italia.

    1. Salve signor Maurizio…..e la aggiungo che oltre all’auto il bene più tassato è la casa. D’altra parte sono le cose più facilmente tassabili e su quelle hanno deciso di concentrare la maggior parte dell’imposizione fiscale. E’ ormai un lusso possedere una casa o un’auto, come se averle fosse testimonianza di grandi patrimoni, quelli che invece sfuggono spesso al fisco.
      Grazie per l’intervento
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  3. Sono dei ladri.
    Non c’è altro modo di definire queste carogne che approfittano della confusione della guerra per riempirsi le tasche
    .gli auguro di spendere queste risorse truffaldine in medicine scadute.
    Forse si renderanno conto del male che fanno a tutta la nazione.

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