La norma per bloccare le telefonate dei call center ai cellulari esiste. Ma per diventare operativa serve l’ok del governo. Garofolini: “è una priorità”

“La possibilità di fermare i call center anche sui cellulari esiste da tempo ma solo sulla carta – protesta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – da quanto ne sappiamo, tutto si è bloccato nella rete della burocrazia e per rendere la norma attuativa serve l’ok del governo. Capiamo bene che in questo periodo le priorità sono state altre, ora però il provvedimento deve diventare una priorità. Il marketing selvaggio dei call center, che spesso utilizzano fantasiosi escamotage per strappare la sottoscrizione verbale di un contratto, rappresentano uno stress che, soprattutto in questo momento, fa accrescere rabbia e tensioni”.

Il martellamento non si è fermato neppure durante i faticosissimi mesi del lockdown. Figuriamoci ora che stiamo tornando alla normalità e che la fame di nuovi contratti sta facendo “brontolare” gli stomaci dei fornitori di luce, gas e servizi telefonici vari. Gli operatori dei call center, insomma, sono sempre più impegnati in quel marketing selvaggio che prevede chiamate a tutte le ore del giorno e per tutti i giorni della settimana, domenica compresa.  Ma come difendersi da questo fuoco di fila che non risparmia nessuno? E’ una domanda che ci rivolgono in molti e alla quale possiamo rispondere solo con un nome: registro delle opposizioni. Uno strumento abbastanza efficace che però allo stato attuale blocca le telefonate ai numeri fissi (e neppure tutte) ma non ai ben più utilizzati cellulari. Eppure il regolamento attuativo del registro prevederebbe anche il blocco delle chiamate ai telefonini. Perché non è ancora operativo?

“La possibilità di fermare i call center anche sui cellulari esiste da tempo ma solo sulla carta – protesta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – da quanto ne sappiamo, tutto si è bloccato nella rete della burocrazia e per rendere la norma attuativa serve l’ok del governo. Capiamo bene che in questo periodo le priorità sono state altre, ora però il provvedimento deve diventare una priorità. Il marketing selvaggio dei call center, che spesso utilizzano fantasiosi escamotage per strappare la sottoscrizione verbale di un contratto, rappresentano uno stress che, soprattutto in questo momento, fa accrescere rabbia e tensioni”.

Insomma, fino a che non arriverà il via libera del governo, il registro delle opposizioni – che già così presenta alcune falle, pur restando l’unica barriera contro le telefonate commerciali – funzionerà a mezzo servizio. “Ci auguriamo dunque che anche i cellulari possano essere bloccati – prosegue Garofolini – questo ovviamente senza fermare l’attività dei call center le cui modalità di approccio e di comunicazione devono però essere trasparenti e corrette”.

Per iscriversi al registro pubblico delle opposizioni è sufficiente seguire le indicazioni all’interno del portale http://www.registrodelleopposizioni.it/.

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