LA “SOSTENIBILITA’ GUIDA I CONSUMI DEGLI ITALIANI: IL 64 PRONTO A BOICOTTARE AZIENDE INSENSIBILI

L’attenzione alla sostenibilità è diventato il marchio di fabbrica del consumo italiano: lo sanno bene molte aziende, che hanno aperto ormai da qualche tempo una caccia a fette di mercato a più alto valore aggiunto, per altro facendo di tanto in tanto sorgere sospetti su quanto siano realmente sostenibili i prodotti che propongono. Lo conferma oggi il tradizionale rapporto Findomestic, secondo il quale sette consumatori su dieci sono pronti a premiare i prodotti delle aziende sostenibili, pagandoli un po’ di più, mentre c’è una grande truppa (il 64% secondo il sondaggio) che arriva a a boicottare le aziende non sostenibili. In generale, per quasi nove intervistati su dieci, l’adesione alla sostenibilità non è soltanto una dichiarazione di facciata, “ma uno stile di vita sempre più diffuso”.

L’Osservatorio, presentato oggi a Milano e giunto alla sua edizione numero 23, rileva che “la qualità intesa in senso lato (61%) è oggi il valore guida degli italiani quando fanno acquisti davanti al prezzo (58%) e alle promozioni (40%), capovolgendo un paradigma che spesso vedeva il fattore economico come elemento discriminante; l’indagine rileva poi come ben l’87% degli intervistati sceglie marchi di fiducia, possibilmente italiani, meglio se con una buona reputazione”.

Cosa intendono, però, i consumatori quando si parla di sostenibilità? Secondo Findomestic si tratta di un concetto che si lega a doppio filo con la variabile ambientale, intesa come necessità di tutelare le generazioni future (33%), consapevolezza di proteggere l’ambiente (28%) e in ultima analisi anche risparmio economico (25%). C’è dunque una categoria che emerge dalla ricerca, quella degli “attenti ma opportunisti”: un 31% del campione che si comporta in maniera sostenibile in primis per risparmiare. Come a dire, ben venga il ‘chilometro zero’, ma perché spero che così il prodotto che finisce sulla mia tavola abbia un costo inferiore.

Di fronte alle mosse delle aziende su questi temi resta una grande diffidenza: quasi la metà degli italiani (48%) crede che si tratti di un impegno di facciata per adattarsi a un mondo di consumatori oggi sempre più attenti a certi temi, e un altro 46% pensa che le aziende investano in sostenibilità solo per migliorare la propria reputazione. Per cercare di capire in autonomia se un prodotto segue davvero una filiera a basso impatto, i consumatori vogliono verificare che l’impresa che l’ha confezionato punti alla promozione di stili di vita consapevoli, tuteli i diritti dei lavoratori e il loro benessere, produca in Italia senza delocalizzazione e dia una comunicazione chiara e trasparente, insieme buona relazione post vendita. Vista dall’ottica dell’azienda, la dichiarazione di attenzione verso la sostenibilità è pressoché unanime: il 97% delle aziende intervistate fa della sostenibilità un valore di riferimento e il 76% dichiara di aver aumentato l’impegno al riguardo negli ultimi 5 anni.

Oltre al tema della sostenibilità, l’Osservatorio come di consueto fa il punto sull’andamento delle vendite. Per il 2016 stima una crescita dei consumi totali (in valore) dell’1,5%, spinta dai beni durevoli (+5% dopo il +7% del 2015). A trainare il tutto, come hanno dimostrato anche i dati rilasciati mensilmente dall’Istat sull’andamento della produzione industriale, ci sono le automobili.

Veicoli
La crescita della spesa complessiva delle famiglie per veicoli si è confermata buona (oltre il 9,3% in valore). Nel 2015 è stata del +13%. Il comparto più dinamico è ancora quello dell’auto nuova, anche se moto e camper seguono a stretto giro. Auto nuove – Nel 2016 si è registrato ancora un incremento delle immatricolazioni a doppia cifra (+16,1%) sostenuto, oltre che dalla ripresa dei redditi, da politiche promozionali incisive messe in campo dalle case auto nella prima parte dell’anno. A differenza del 2015 sono state le imprese a spuntare l’aumento superiore (+23%), grazie all’ottima dinamicità sia degli acquisti diretti sia di quelli a noleggio, entrambi sostenuti dalla presenza del super-ammortamento. Anche le vendite ai privati si sono mantenute dinamiche (+12%).Auto usate – questo mercato, pur connotato positivamente, rallenta rispetto al 2015, avendo la migliorata congiuntura economica e la maggiore disponibilità di spesa dei consumatori avvantaggiato il comparto del nuovo. I dati indicano un +2.8% in volumi e un + 4,4% in valore, dati inferiori agli anni precedenti.Motocicli – Nel 2016 la domanda complessiva di moto a volume ha visto un rafforzamento della sua crescita. A guidare la ripresa rimane il comparto delle moto targate (+12,1% in volumi), ma finalmente anche il mercato dei cinquantini ha mostrato un assestamento su volumi minimi (-1,4%), interrompendo la sua lunga fase di caduta. Camper – la tendenza positiva del 2015 si conferma anche grazie anche alla presenza di incentivi alla rottamazione dei veicoli “euro 2” e precedenti. I dati indicano un +12% in valore e un +9,6% in volumi.

Casa.
La spesa dei beni durevoli per la casa conferma la ripresa sul fatturato sperimentata lo scorso anno (+3,1% in valore). Il settore trainante si conferma quello della telefonia, buona la performance degli elettrodomestici grandi e piccoli. Cresce, anche se poco, il settore dell’elettronica di consumo, mentre l’home comfort conosce una contrazione dopo la brillante performance dello scorso anno. Nel 2016 la ripresa (+1,1% in volumi e +2% in valore) del mercato dei mobili si rafforza, grazie al maggior reddito disponibile, ai bonus fiscali e alla ripresa del mercato immobiliare. Tra gli elettrodomestici, i grandi (+3,2% in volumi e + 3% in valore) sono spinti da lavatrici e cucine, con la domanda spinta dalla bassa inflazione e dalle politiche commerciali che incentivano l’acquisto “combinato” di elettrodomestici. Nel segmento dei piccoli c’è invece un rallentamento (+1,7% e +3,6% in valore), dovuto soprattutto al comparto della “preparazione del cibo”.

Dopo anni di perdite, l’elettronica risale al traino di Europei e Olimpiadi, eventi capaci di muovere il mercato; si fa sentire anche la pressante normativa sul digitale che impone dal prossimo anno la vendita solo di apparecchi dotati di decoder digitale di seconda generazione (-0,1% in volumi e +1,4 in valore). Male invece la fotografia ( -21,4% in volumi e -4,5% in valore), che pure tiene meglio del passato in quanto a valore. Il mercato della telefonia conferma la crescita del fatturato (+10,8%) mentre perde relativamente ai volumi (-5,4%), complice la contrazione delle vendite di smartphone, con il mercato ormai saturo. Nell’It (-8,3% in volumi e +0,7% in valore) si fa sentire la dinamica di crescita dei prezzi, con il contributo positivo del comparto multimedia.

Nel segmento home confort è arrivata una battuta d’arresto a metà anno, tanto da portare la previsione del 2016 con un segno negativo (-8,9% in volumi e -4,3% in valore): l’estate fresca ha ostacolato la crescita del comparto che ha potuto beneficiare solo della buona performance dei condizionatori in versione “fissa”. Torna a crescere invece il bricolage (+0,6% in volumi, +1% in valore).

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