“La tassa di accesso a Venezia viola i principi cardine dell’Unione”, socio dell’Adico presenta denuncia alla Commissione europea

VENEZIA. “Ogni cittadino ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi”. Ruota attorno a questo principio cardine dell’Unione europea, la denuncia contro il contributo d’accesso (introdotto dall’amministrazione Brugnaro e in vigore dal 2023), presentata a Bruxelles da un cittadino veneziano residente all’estero, già socio Adico e ora affiancato dalla nostra associazione in questa difficile battaglia contro un provvedimento che appare tanto improvvisato quanto discriminatorio. Adesso, seguendo i consueti iter, la Commissione europea dovrebbe chiamare il Comune di Venezia a motivare la propria scelta sulla tassa d’ingresso e a dimostrarne la piena legittimità di fronte ad alcuni principi fondamentali dell’Unione europea come la libertà di circolazione delle persone e la non-discriminazione in base alla nazionalità.

“Noi ci siamo subito opposti a qualsiasi ipotesi di contributo di ingresso e di prenotazione – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Abbiamo già spiegato che in questo modo si trattano i pendolari come straccioni non graditi in città (e per certe categorie economiche questo è purtroppo vero) e si limita di fatto la possibilità di visitare il centro storico a chi vuole solo passarsi una giornata nel posto più bello del mondo”.

La denuncia, presentata dal socio dell’Adico alla Commissione Europea, si è concretizzata già ad agosto 2020. In quel frangente, però, la Commissione non ha potuto valutare la legittimità del “contributo di accesso” in quanto la sua riscossione era stata rimandata e le modalità del pagamento non erano ancora state chiaramente definite. Il ricorrente non si è però perso d’animo e ha mantenuto viva la questione, evidenziando che, indipendentemente dal rinvio dell’entrata in vigore della tassa, il Comune stava procedendo, anche attraverso il Piano operativo REACT-EU, alla progettazione e alla sperimentazione dei tornelli per il monitoraggio e il controllo dei flussi turistici. La denuncia si è infine definitivamente “sbloccata” con la delibera n° 32 dello scorso 12 maggio che ha fissato al 16 gennaio 2023 la data di entrata in vigore del pagamento del contributo.

Nelle motivazioni della denuncia si ricorda che la libertà di circolazione è un diritto tutelato dai Trattati europei e può essere limitata unicamente per motivi di ordine pubblico, di sicurezza pubblica o di sanità pubblica. Però nessuno di questi tre motivi è invocato dal Comune di Venezia, il quale fa invece esplicito riferimento a fini economici che non possono però essere legittimamente fatti valere. Non solo. Il cittadino veneziano che ha presentato la denuncia alla Commissione Europea sottolinea che “il contributo d’accesso, se considerato conforme al diritto europeo, potrebbe essere preteso legittimamente da qualsiasi altra città dell’Unione, provocando enormi limitazioni alla libertà di circolazione”. E, a questo punto, “ogni Comune europeo potrebbe fissare una tassa a proprio piacimento per entrare o transitare nel suo territorio. Fra l’altro, a Venezia oggi il contributo previsto arriva fino a 10 euro. Ma, domani, perché non potrebbe arrivare a 50 o 100 euro, od oltre?”.

“Noi lo abbiamo detto subito, questo balzello è discriminatorio, oltre che vergognoso – prosegue Garofolini -. Se la Commissione valuterà una violazione dei principi dell’Unione europea, allora ci auguriamo che questa scellerata decisione venga definitivamente accantonata. Noi abbiamo accettato il “mandato” del nostro socio e controlleremo in loco l’evoluzione di questa vicenda. La nostra posizione, contrastata da alcune categorie economiche, trova invece solidarietà fra i cittadini a dimostrazione che non tutti vogliono trasformare Venezia in una Disneyland lagunare”.

2 risposte

  1. Anche i cittadini veneziani hanno diritto di circolare liberamente per la città e nei suoi mezzi pubblici di trasporto ed i motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica o sanità pubblica esistono, anche se non richiamati dal Comune.
    Bisogna vivere a Venezia e non “al di là del ponte” e tanto meno all’estero per dare dei giudizi in merito.

    1. Salve, è un tema molto dibattuto ed è giusto che sia così. La nostra posizione è nota ormai, ma rispettiamo le opinioni di tutti. Tenga conto però che Venezia è patrimonio dell’umanità non dei veneziani e, almeno secondo noi, non è giusto porre limiti di questi tipo (prenotazione+soldi) a chi voglia visitarla tanto più che la città storica vive grazie ai turisti. In ogni caso, è giusto discuterne sarebbe sciocco il contrario. E se andrà in porto la tassa d’accesso, faremo le nostre valutazioni pronti anche a tornare cambiare opinione a riguardo.
      Le auguro una buona giornata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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