l’analisi di Carlo Garofolini Le elezioni sono finite, serve subito un’agenda per consumatori e utenti

VENEZIA. Le elezioni sono finite, i problemi restano e, anzi, si ingigantiscono. Al di là dei risultati elettorali, dunque, bisogna affrontare ora (e subito) la grave cisi che sta mettendo in ginocchio molti cittadini, un terzo dei quali (fra quelli che potevano recarsi alle urne) non ha votato. Per la nostra associazione gli sforzi devono concentrarsi dunque su consumatori e utenti che, alla resa dei conti, significa concentrarsi su tutti i cittadini perché tutti ogni giorno utilizzano l’energia elettrica e il gas, l’auto, i servizi pubblici del trasporto, i servizi sanitari.

In questo momento il ceto medio basso non può arrivare a fine mese dato che le bollette sono alla stelle e il carrello della spesa è raddoppiato e di contro è crollato il potere d’acquisto. Proprio per questo proponiamo la stesura di una agenda, termine molto usato in queste ultime settimane, del consumatore/utente, perché solo aiutando nella quotidianità le famiglie in difficoltà, si rilanciano i consumi e l’economia, nella speranza che le dinamiche geo politiche riducano con il tempo l’impatto del caro energia sulle bollette.

La priorità assoluta resta quella del caro energia, e su questo fronte Adico ribadisce l’importanza di imporre alle aziende fornitrici sistemi di rateizzazione o di sospensione temporanea dei pagamenti di fronte a situazioni di oggettiva impossibilità a pagare. Per “oggettiva” si intende l’impossibilità di pagare la bolletta senza dover poi mettere da parte (o ridurre) altri necessari impegni presi nell’arco del mese. Chiediamo ovviamente un provvedimento rivoluzionario per mettere fine alla vendita selvaggia e a volte truffaldina dei contratti a distanza, call center o porta a porta, di luce, gas e telefonia, che stanno togliendo il sonno a tanti nostri anziani, e non solo. Servono tutele e controlli sugli investimenti bancari, prevedendo certificati di trasparenza e onestà nelle proposte di prodotti finanziari messi a disposizione del cliente. E, ancora, chiediamo azioni collettive con canali preferenziali verso i ministeri competenti per scongiurare vergognose ingiustizie come quella che vede centinaia di possessori di biglietti Alitalia, anche da migliaia di euro, che non riescono più a farsi rimborsare dopo la cessazione della compagnia di bandiera. Ma, ancora di più. Quand’è che la transizione digitale tenderà la mano anche alle persone anziane e molto anziane per non tagliarle totalmente fuori? E i tassi dei mutui? Continueranno a salire?

I temi, ribadiamo, sono tanti. Come Adico abbiamo il polso della situazione e vediamo che molti argomenti vengono sottovalutati. Facciamo un esempio all’apparenza banale ma in realtà socialmente molto rilevante. Centinaia di famiglia soprattutto anziane in centro storico a Venezia non riescono più a vedere le tv da marzo, mese dello switch off, soprattutto i canali Rai. Hanno fatto tutto ciò che bisognava fare, hanno chiamato l’antennista, hanno scritto alla Rai. Niente. ora anche noi abbiamo scritto e attendiamo risposte. Certo, però, la domanda sorge spontanea. Perché pagare il canone se non si vede la Rai?

l’analisi di Carlo Garofolini Le elezioni sono finite, serve subito un’agenda per consumatori e utenti

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