LAVORO, 643 MORTI BIANCHE IN 7 MESI: +9,5% SUL 2014

In sette mesi in Italia, da gennaio a luglio, si contano 643 incidenti mortali sul lavoro, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2014 pari al 9,5 per cento. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail.
“Numeri complessivi terrificanti che narrano una morte quotidiana con una media di oltre 90 vittime al mese – sottolinea Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio -. Incomprensibile come ancora non vengano consegnate risposte concrete a questa che è una piaga sociale ‘conclamata’, dove le morti, molto spesso, non sono dovute ad una tragica fatalità, ma sono piuttosto la conseguenza più tremenda e visibile della scarsa diffusione della cultura della sicurezza”.

La Lombardia, secondo l’indagine, è la regione maggiormente colpita con 70 vittime, seguita dalla Toscana (46), dalla Campania (43), dal Veneto (42), dal Lazio (39), dall’Emilia Romagna (36) dalla Sicilia (35) e dal Piemonte (33). Seguono: Puglia (29), Abruzzo (16), Marche (15), Trentino Alto Adige (14), Umbria (12), Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna (8), Liguria (7), Basilicata (6) e Molise (5). Sul fronte del rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa per macroaree, è il Nordest che continua a far rilevare il dato peggiore con un indice di 32,7 contro una media nazionale di 21,1. Seguono: il Sud (31,1), le Isole (23), il Nord Ovest (16,2) e il Centro (15,4).

Fonte: La Repubblica

Una risposta

  1. perchè non fate notare che sono quasi tutte vittime maschili?in questo caso non si fa distinzione di sesso. le vittime sono generiche.avrei voluto vedere se erano di sesso femminile cosa sarebbe successo…ma certo altrimenti il vittimismo femminile che recita che la società patriarcale li opprime dove andrebbe a finire?..per loro la morte degli uomini è una goduria

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