“Le banche spingono i clienti verso i mutui a tasso variabile”, Adico raccoglie le segnalazioni dei cittadini

Di seguito proponiamo l’intervento del nostro presidente Carlo Garofolini su La Tribuna di Treviso (autore: Andrea De Polo)

TREVISO. «La banca mi ha revocato la proposta di mutuo a tasso fisso tre giorni prima del rogito: e adesso?». Segnalazioni come questa alle associazioni dei consumatori stanno diventando all’ordine del giorno. La tempesta mutui infuria, i tassi continuano a salire e le banche, sempre più spesso, rifiutano di proporre ai loro clienti mutui a tasso fisso, preferendo i tassi variabili che permettono di calibrare il costo del denaro in base all’inflazione.

«Tutto questo, però, ai clienti non conviene – sottolineano gli stessi rappresentanti dei consumatori – siccome parliamo di “matrimoni” tra cliente e banca che durano trent’anni, consigliamo di fare molta attenzione in questo periodo, e se la banca nega il tasso fisso, è meglio rivolgersi a un’altra anziché accettare senza farsi domande».

Cosa sta succedendo

In molti casi l’istituto di credito propone, come detto, tassi variabili perché, se concedesse i tassi fissi, la banca non capirebbe l’orizzonte di rischio cui va incontro, dato che il trend dipende dall’andamento dell’inflazione. Il cliente fa il ragionamento opposto: con il tasso fisso so quanto spendo per i prossimi dieci o vent’anni, e posso programmare, con il tasso variabile divento preda di un’inflazione che non so quanto durerà, e che di certo non passerà a breve.

Le irregolarità

Ma le associazioni dei consumatori denunciano anche dinamiche “sospette”. La prima, segnalata da Carlo Garofolini dell’Adico, è la modifica di una proposta a tasso fisso pochi giorni prima dell’acquisto della casa. Un tentativo di “aggiustare” il preventivo adeguandolo agli ultimi aumenti, mettendo però in difficoltà il cliente che con così poco preavviso non può tornare indietro e rinegoziare il mutuo. L’altra dinamica, è concedere il tasso fisso solo a patto di sottoscrivere una polizza vita che copre decesso, infortunio, perdita del lavoro. E stavolta siamo nel campo della piena irregolarità: «Vincolare l’erogazione di un mutuo alla sottoscrizione di una polizza vita è contro la legge – spiega Garofolini -. Una polizza di questo genere può essere opportuna, perché permette di non lasciare il debito a qualcun altro, ma non può mai essere posta come condizione necessaria alla concessione di un mutuo. In questo caso, abbiamo segnalato l’accaduto e presentato ricorso».

I suggerimenti

In questi mesi le acque sono particolarmente agitate, se si parla di mutui, e orientarsi nel mercato delle offerte diventa difficile. Il primo consiglio dei rappresentanti dei consumatori  è quello di affidarsi a banche serie, che propongono la giusta tipologia di prodotto. L’altro consiglio è di farsi valere come clienti: alle banche conviene che tu scelga il tasso variabile, ma è un accordo tra due parti in cui il cliente è un adulto che si sta impegnando per tutta la vita o quasi. È necessario che se l’offerta non lo soddisfa si rivolga a un altro istituto per cercare una soluzione più vantaggiosa.

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