L’ENEL LE TOGLIE IL GAS, RESTA UN MESE AL FREDDO. ADICO CHIEDE I DANNI

SPINEA (VENEZIA). Si è dovuta ingegnare per quasi un mese, iscrivendosi addirittura in palestra per farsi la doccia. In questo arco di tempo, ha pranzato e cenato fuori quasi ogni giorno, puntando su piatti freddi (soprattutto latte e biscotti) quando ha deciso di rimanere a casa. Insomma, a Flora D’Elia, attualmente agente penitenziaria ma per sei anni dipendente Enel, l’ex datore di lavoro ha riservato proprio uno “scherzo” di cattivo gusto, togliendole senza motivo (e senza avvertimento) il contatore del gas. La donna, residente in piazza Marconi a Spinea, s’è ora rivolta all’Adico, associazione difesa consumatori, per chiedere un risarcimento di circa mille euro, per le spese affrontate e il danno subito.

La vicenda risale allo scorso settembre e la lettera dell’Adico ad Enel Energia è stata inviata alla fine del 2014; adesso l’agente della Polizia penitenziaria è in attesa di risposte che dovrebbero arrivare a giorni. “Il 25 settembre – racconta D’Elia – mentre stavo rientrando nella mia abitazione ho incontrato la mia vicina di casa la quale mi ha comunicato che un addetto Enel, senza alcuna autorizzazione o avvertimento, era venuto a togliermi il contatore del gas. Io sono andata ad abitare nella casa di piazza Marconi il primo di agosto e ho fatto regolare richiesta di attivazione del gas. Quindi sono rimasta spiazzata da quel comportamento e ho chiesto immediatamente delucidazioni”.  Enel Energia risponde che la pratica di attivazione non era andata a buon fine e pertanto la donna avrebbe dovuto ricevere un plico con ulteriore documentazione. Per ben 26 giorni Flora D’Elia non riceve nulla. E intanto non ha il gas, non può quindi né cucinare né farsi una doccia calda. “Mi sono iscritta in palestra per potermi lavare – racconta – E per quanto riguarda il cibo, ho cominciato a mangiare sempre fuori oppure piatti freddi a casa”. Dopo quasi un mese, la situazione – che probabilmente è conseguenza di una morosità da parte della precedente inquilina – si sblocca e finalmente Flora D’Elia può tornare alla sua vita normale. Intanto, però, ha speso un sacco di soldi per ovviare al disservizio.

“Tramite il nostro ufficio legale – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – abbiamo diffidato Enel a risarcire il danno per un importo che si aggira attorno ai mille euro. Questa vicenda è naturalmente anomala e nasce da un palese errore del gestore. Purtroppo, però, dobbiamo constatare che ormai i fornitori non guardano più in faccia nessuno e, anche di fronte a morosità minime e facilmente sanabili, mettono i sigilli ai contatori lasciando intere famiglie al buio o senza riscaldamento. Siamo più che mai decisi a combattere affinchè vengano trovate soluzioni meno tranchant”. (La Nuova Venezia)

2 risposte

  1. Questo comportamento deriva unicamente dai grossi poteri e concessioni che sono state sempre garantite dai nostri cari politici, anche perché in un modo o nell’altro in cambio di voti favori economici, partecipazioni etc etc, hanno sempre le mani in pasta ed in cambio elargiscono immunità A Queste Società Che Strangolato Con I Loro Ditta Tutti Gli Utenti.

  2. Che dire dell’ENI che utilizza la tecnica di fatturare una quantità di gas superiore a quella consumata per poi regolarla (restituirla) con la successiva fattura.
    Peccato che la fattura in eccesso praticamente si paga il gas oltre 1 € il mc, quando fa il conguaglio restituisce il maltolto a 0,55 il mc.
    Una volta queste operazioni venivano chiamate truffe, ma con la globalizzazione deve essere cambiato qualcosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.