L’ESODO PASQUALE FA CRESCERE IL COSTO DEL CARBURANTE, A MESTRE PER UN PIENO DI BENZINA SI SPENDONO 6 EURO IN PIU’ DI DUE MESI FA

MESTRE (VENEZIA). Il prezzo del petrolio scende, il costo della benzina sale. C’è qualcosa che non quadra nel mondo dei carburanti e quando si avvicinano vacanze ed esodi, la questione appare ancora più evidente. Alla vigilia della Pasqua, a Mestre ieri la benzina nei distributori più economici, le pompe bianche della zona Terraglio, costava 1,504 euro al litro contro i circa 1,380 euro di fine gennaio, mentre il gasolio ieri richiedeva un esborso di 1,389 euro al litro, contro i circa 1,280 di due mesi fa. Gli aumenti, insomma, ci sono e sono notevoli dato che si aggirano attorno a un +10%. In pratica, per un pieno di benzina da 50 litri, ieri si spendevano 75 euro e 20 centesimi, 6 euro e 20 centesimi in più rispetto a fine gennaio, mentre un pieno di gasolio sempre da 50 litri è passato da 64 euro a 69,45 euro, con un aumento superiore a 5 euro. Eppure l’andamento del costo del petrolio al barile segue esattamente il trend contrario, tanto che ora si è ormai scesi abbondantemente al di sotto dei 50 euro al barile. “Gli aumenti alla vigilia degli esodi non mancano mai – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Ma mai come quest’anno, con i prezzi del barile dimezzati rispetto al 2014, questi aumenti sono ingiustificati per non dire scandalosi. La nostra associazione ha preso in esame i prezzi delle pompe bianche, che restano comunque le più convenienti, notando che da un paio di mesi si è proceduto anche qui a un continuo ritocco all’insù del costo del carburante. La cosa ci ha naturalmente spiazzato, perché sentiamo ogni giorno parlare del crollo del prezzo al barile e la diretta conseguenza dovrebbe essere appunto il calo del prezzo alla pompa. Invece, paradossalmente, assistiamo a un procedimento opposto. Inutile dire che si tratta di pura speculazione. Secondo noi il prezzo del carburante dovrebbe essere inferiore almeno del 15% rispetto a quello rilevato ieri.

2 risposte

  1. a quando dei gruppi di acquisto per carburanti? potrebbero intervenire proprio le associazioni dei consumatori passando dai suggerimenti all’azione pratica sul territorio!

  2. Lungi dal voler difendere le compagnie petrolifere, nonché lo Stato che trova giovamento dall’aumento dei prezzi poiché così aumentano le entrate dovute alle imposte, in che misura questi aumenti possono essere almeno in parte giustificati dal crollo del valore dell’euro nei confronti del dollaro?
    Sarebbe interessante quantificare il valore.

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