Lo zaino non arriva a destinazione per colpa del corriere Sda e il cammino di Santiago diventa un’odissea. Tramite Adico pensionato di Zelarino chiede il risarcimento alle Poste

MESTRE. Per fortuna il cammino di Santiago di Compostela è una avventura che concilia con il mondo. Altrimenti per Lorenzo Zennaro, pensionato 64enne di Zelarino, ma anche, indirettamente, per la moglie Ornella, quel viaggio si sarebbe potuto definire un incubo. Tutta colpa, è giusto dirlo, della Sda alla quale le Poste Italiane affidano la spedizione dei pacchi. Il corriere, infatti, avrebbe dovuto consegnare lo zaino del pensionato alla locanda dove l’uomo alloggiava a Saint Jean Pied de Port, in Francia, tappa di partenza per il lungo cammino fino a Santiago. Il borsone colmo di tutto il necessario per il viaggio – dalle magliette tecniche alle scarpe da trekking, dagli asciugamani ai pantaloni, dal sacco a pelo fino ai medicinali – è giunto sì a destinazione, ma un mese dopo il previsto. Lorenzo Zennaro, dunque, ha dovuto ricomprare tutta l’attrezzatura a Pamplona, in Spagna, con una spesa di diverse centinaia di euro. Mentre la moglie, rimasta a casa, ha gestito per tutto il periodo il contatto con le Poste e l’Sda, però senza ottenere risposte soddisfacenti. Ora la coppia si è rivolta all’Adico per chiedere la restituzione dei soldi pagati per la spedizione e il rimborso per le spesa extra affrontate.  

Riportiamo indietro il nastro della vicenda. Il pensionato di Zelarino ancora ad agosto prenota un biglietto con la compagnia Ryanair per raggiungere, dopo alcuni scali, Saint Jean Pied de Port. Per evitare un esborso ben superiore al costo del biglietto, Zennaro preferisce inviare lo zaino con tutto il necessario per il viaggio tramite il corriere delle Poste. Per essere sicuro di riceverlo al momento dell’arrivo in Francia, l’uomo lo spedisce il 10 settembre, anche se a causa del week end l’invio è annunciato per lunedì 13. Il pensionato, comunque, parte il 16 settembre ma una volta arrivato alla locanda di Saint PIed de Port appura con disappunto che lo zaino non è ancora arrivato. L’uomo non si scoraggia mentre la moglie, dall’Italia, entra in contatto con le Poste. Il borsone, però, non arriva, così, dopo tre lunghi giorni di speranzosa attesa, il 19 settembre si incammina per la sua lunghissima passeggiata. Strada facendo, ed esattamente a Pamplona, compra soprattutto indumenti per affrontare il viaggio intanto la moglie chiama tutti i giorni le Poste, ricevendo risposte interlocutorie. Dopo diverse settimane, l’uomo giunge a destinazione e viene raggiunto dalla moglie in aereo per concludere assieme la vacanza. E lo zaino? Il 20 ottobre, a più di un mese dalla partenza, è finalmente arrivato alla locanda francese. Una vera e propria beffa ma non basta. I due soci dell’Adico, infatti, sono ancora in attesa che il borsone torni a destinazione, in Italia.  

“Non è la prima volta che il nostro ufficio legale è chiamato a intervenire nei confronti della Sda – incalza Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. In questo caso la storia è assurda. A parte l’inefficienza della spedizione, rileviamo che ai nostri soci non è stato spiegato in modo chiaro che sarebbe stato molto meglio stipulare una assicurazione che avrebbe garantito almeno il rimborso della consegna. Inoltre, non è stato poi possibile tracciare il percorso dello zaino e non capiamo perché. Aggiungiamo, poi, che a due mesi dalla spedizione, quel famoso zaino è ancora in giro per l’Europa. Chiediamo il rimborso della spesa affrontata per inviare lo zaino, e il risarcimento della spesa affrontata dal socio per acquistare nuovi indumenti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *