L’OBLITERATRICE HA POCO INCHIOSTRO, STUDENTE VENEZIANO PRENDE QUASI 500 EURO DI MULTA PER LA DATA NON LEGGIBILE

Quasi 500 euro per un viaggio in treno di una ventina di minuti. È costato davvero salato a Riccardo F., 23 anni, il tragitto che lo porta quasi quotidianamente dalla stazione di Mestre al campus di Treviso, dove frequenta la Facoltà di lingue: tutto per colpa di una obliteratrice con l’inchiostro consumato. Questa è la storia. Lo studente, residente a Dolo, a inizio dicembre acquista il consueto biglietto mensile necessario per raggiungere la Marca da Mestre. L’obliteratrice fa le bizze e non stampa bene la data di inizio utilizzo, così il ragazzo decide di inserire, a lato del timbro sbiadito, la data a penna. Il 9 dicembre, all’altezza dell’ospedale di Mestre, Riccardo F. viene fermato dal controllore che gli contesta l’impossibilità di leggere i numeri stampati dall’obliteratrice. «Gli ho esposto il problema», racconta lo studente, «e lui mi ha consegnato un biglietto sostitutivo mensile, dicendo che avrebbero controllato con uno strumento speciale la data rilasciata dall’obliteratrice. Io, avendo la coscienza a posto, ho pensato che la vicenda si sarebbe conclusa lì».

Invece il 30 dicembre il ragazzo riceve nella sua abitazione una multa di 252,07 euro, relativa al controllo effettuato all’ altezza dell’ospedale. «Sono rimasto di stucco», spiega, «dato che quel biglietto lo avevo timbrato. In ogni caso per non avere problemi ho pagato». Il 3 febbraio si aggiunge al danno la beffa. Il ragazzo riceve una multa da 216,77 euro, riferita allo stesso viaggio ma per un controllo che sarebbe stato effettuato all’ altezza di Mogliano. «Questa è davvero una sanzione assurda», commenta ancora lo studente. «Si tratta di sicuro di un doppione che non pagherò».

Nel frattempo Trenitalia ha inviato una lettera al ragazzo definendo il biglietto “contraffatto, alterato o riutilizzato”, contestazione che, spiega lo studente di lingue, «se fosse vera avrebbe dovuto essermi formalizzata subito dal controllore».

Contattata, Trenitalia conferma la validità della prima multa, motivata dalla scritta a penna che viene appunto considerata contraffazione. «In ogni caso», spiegano dall’ azienda, «il passeggero ha la possibilità di presentare ricorso al Giudice di pace. Per quanto riguarda la seconda sanzione, invece, si tratta di un errore del quale ci scusiamo con il diretto interessato. La prima multa è stata pagata, la seconda verrà cancellata».

“La vicenda dello studente è per certi versi emblematica – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’ Adico -. A nostro avviso il ragazzo non avrebbe dovuto tirare fuori neppure un euro, dato che il problema è tutto da addebitare a Trenitalia. In primo luogo, l’obliteratrice mal funzionante, poi il controllore che non contesta subito al passeggero la contraffazione dettata dalla scritta a penna, ma annuncia un non meglio specificato controllo del timbro, poi la multa recapitata a casa senza comunicare l’esito della verifica, infine la doppia multa. Tutti ingredienti che mostrano un accanimento nei confronti di chi, come studente, non ha certo grandi disponibilità economiche. In certe situazioni dovrebbe dominare il buon senso, ma a quanto pare anche Trenitalia, come il Comune con le ztl, ha come unico scopo quello di fare cassa”.   (articolo tratto da La Nuova Venezia)

2 risposte

  1. Il controllore, sotto l’aspetto umano ed anche del buon senso, non vale una “cicca”… (in verità, bisogna vedere anche come il ragazzo si è comportato durante la fase del controllo in treno all’altezza dell’Ospedale).
    Sotto l’aspetto procedurale, il ragazzo ha tempo 120 gg. per fare ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l’annullamento degli atti. Poi altresì può chiedere i danni all’A.G. civile.
    Poi se la Giustizia Italiana (con la G maiuscola!) che ormai fa acqua da tutte le parti, non riesce ad occuparsi della pratica in argomento, ha la possibilità di adire la Corte di Giustizia Europea, chiedendo anche lì un po’ di soldi per abuso di potere….
    Probabilmente, se lo stesso controllore, anziché lo studente di Dolo, avesse trovato un extracomunitario di sicuro non gli avrebbe richiesto alcunché e sarebbe proseguito a controllare altri Italiani… altrimenti sarebbe stato buttato dal treno, in corsa ovviamente….
    Italiani, Brava gente… (?)

  2. Perchè di ritorno non ha verificato se l’inchiostro era ancora mancante e fatto reclamo scritto a Trenitalia ed esposto la stessa circostanza alla Polfer? Una segnalazione scritta lo avrebbe potuto salvare dallla contestazione, anche se, poi, la colpa della mancata marcatura debba tributarsi a Trenitalia che, però, si trincera sul regolare funzionamento.
    Comunque un guazzabuglio che si sarebbe poturo evitare stando più attenti di certo se non c’è stata contraffazione (approfondite indagini di laboratorio scientifico” avrebbero potuto accertarlo, ma……..

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