Merende, succhi, biscotti: il test svela i più buoni

 “Non scegliere un Galletto qualsiasi”, dice Antonio Banderas nella pubblicità dei frollini del Mulino Bianco. Un invito che rischia di cadere nel vuoto. Con l’urgenza di risparmiare che stressa le famiglie italiane, anche le marche più conosciute e amate rischiano il tradimento. Proprio come le catene distributive “tradizionali”, ipermercati in testa, a beneficio dei discount. La prima insegna discount italiana, Eurospin, in un solo anno ha segnato un balzo dal 4 al 4,9%. La seconda, Lidl, è cresciuta dal 2,5 al 3,3%, riporta Gdonews analizzando le quote di mercato a giugno 2013, in confronto all’anno precedente. Pur restando prima in classifica, con il 13,6% del mercato, persino Coop cede (l’1,58%), al pari di Conad, che detiene il 10,8%, cedendo uno 0,27.

Cinque alla prova

Per comporre il paniere il settimanale dei consumatori ha individuato i prodotti più gettonati nella colazione e la merenda tipo. I Galletti del Mulino Bianco e il cacao solubile Nesquik per la colazione. Le crostatine alla crema di nocciole Mulino Bianco e il succo di pera Yoga per il pomeriggio. Ha poi cercato il prodotto corrispondente sugli scaffali delle prime due catene della private label (Coop e Conad) e delle prime due firme nella rete dei discount (Eurospin e Lidl). Un totale di 20 prodotti. Con i quali ha fatto i conti. Per rendere confrontabile il campione è stata individuata una porzione sulla quale calcolare la spesa. Per la colazione, 40 grammi di frollini (circa 5-6 biscotti, a seconda della marca) e 10 grammi di cacao solubile (pari a due cucchiaini da caffè). Automatico per la merenda: una crostatina e un brik da 200 ml di succo di frutta.

Fino al 55% di risparmio

Conti alla mano emerge che, complessivamente, risparmiare si può. E anche parecchio. La spesa mensile per la colazione e la merenda si può tagliare dal 25 al 55%, in confronto ai prezzi delle marche leader di mercato. Acquistando i prodotti delle marche private delle due prime catene italiane della Gdo, Coop e Conad, si arriva a tagliare lo scontrino di un quarto. Ma la riduzione si fa più decisa andando nei discount. Nelle prime due insegne di settore, Eurospin e Lidl il risparmio mensile arriva, rispettivamente, al 43 e al 55%.

La prima colazione meno cara è da Lidl

Se questo è lo scenario per la somma dei quattro prodotti selezionati, le differenze si fanno più sfumate e articolate nel confronto per singolo pasto e ancora di più per singolo alimento. Per la colazione, per esempio, la spesa mensile più elevata si paga da Conad. Segue, con un risparmio dell’1,5%, il mix delle marche leader. E, a meno 13%, la Coop. Ben distanti le due insegne discount. La spesa mensile, identica per Eurospin e Lidl, è inferiore di oltre un terzo di quella più alta del campione. A dettare il grosso della differenza, più dei frollini, è il cacao: il più caro è quello della marca leader, il più economico è dei discount.

Merenda: -30% con i private label

Molto diverso è l’esito del confronto della spesa per la merenda, un pasto ben più costoso della colazione. Specie scegliendo le marche leader di settore, le più care. Una crostatina Mulino Bianco e un brik di succo di pera Yoga al giorno comportano un esborso di poco più di 21 euro al mese. La spesa si riduce di oltre il 30% con i prodotti Conad e Coop, e precipita comprando nei discount. Si risparmia più del 45% acquistando da Eurospin, che è l’unico a proporre un succo di pera con il 70% di frutta al pari della marca leader (Yoga). Lo scontrino diventa ancora più leggero alla Lidl: il conto è inferiore di quasi il 60% a quello dei leader di mercato. Tagli notevoli. Ma attenzione: il vero risparmio si consegue solo acquistando un prodotto gradevole ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale. E, mentre sul versante degli ingredienti, il test condotto dal Salvagente ha assegnato giudizi per lo meno sufficienti a tutti i campioni analizzati, alla prova di assaggio si sono viste le vere differenze con qualche bocciatura che varrà la pena tenere in conto per accontentare anche il palato dei bambini, oltre che il proprio portafogli.

 

Di: Marta Strinati
Fonte: ilsalvagente.it

2 risposte

  1. A parte il discorso “bontà” che ha ovviamente la sua importanza, bisognerebbe focalizzare la questione ingredienti: sono pochissimi i consumatori che per abitudine scelgono un alimento dopo aver letto la lista degli ingredienti, così i produttori non sono in alcun modo incentivati/costretti ad usare prodotti che non siano scadenti o addirittura dannosi.
    In questo dovrebbero fare di più anche le Associazioni, informando meglio i consumatori: ad esempio, mi sono reso conto che quasi nessuno conosce i danni sia alla salute che all’ambiente provocati dagli onnipresenti “olî e grassi vegetali”, peggio ancora se idrogenati: anzi, molti sono fieri di usare margarina al posto del burro, pensando di avere un prodotto più salutare e senza grassi e ignorando che invece ingurgitano olio di palma e di cocco che fanno molto più male di una piccola porzione di buon burro, il quale contiene anche elementi essenziali per la salute.
    Inoltre, regioni sempre più vaste del mondo vengono continuamente devastate abbattendo foreste per piantare palme da cui ricavare il famigerato olio, così che questo mondo già tanto distrutto subisce un ulteriore massacro mettendo a rischio la sopravvivenza degli animali che abitano quei luoghi ed ai quali viene sottratto l’habitat (per ulteriori informazioni http://www.avaaz.org/it/aceh_rainforest_petition_loc/?bnVbgfb&v=38579).
    Tutto questo solo per ragioni di profitto: l’olio cosiddetto “vegetale” (termine fuorviante!) costa meno del burro e di altri olî, ma se i consumatori boicottassero biscotti, tortellini e qualsiasi alimento che li contiene, automaticamente i produttori sarebbero costretti a cambiare sistema.
    Come spesso accade, siamo noi a poter indirizzare il mondo, ma per ignoranza o per superficialità ci facciamo del male da soli; oramai entrati nel terzo millennio, sarebbe il momento di svegliarsi almeno quando dipende la salute nostra, dei nostri figli e del pianeta; magari con l’aiuto delle Associazioni dei consumatori.

  2. Sicuramente sarà come scrive il Salvagente, però avrebbe dovuto aggiungere, da escludere la COOP di RIO MARINA, (LI), dove sicuramente vengono praticati prezzi molto elevati, che nulla hanno in comune con le Coop, del resto d’ITALIA.

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