Meteo, l’allerta continua fino a giovedì. Già raggiunto mezzo miliardo di danni. Ecco come chiedere i ristori

MARGHERA. Più acqua che nel 2010. Allora 586 millimetri, ieri 624. Luca Zaia, durante il suo quotidiano “show” affronta anche il maltempo dopo il fine settimana da incubo.

Lo fa con i numeri, alla sua maniera per dire che…: “Le casse di espansione funzionano. Vicenza non è andata sotto acqua per le opere fatte in questi anni. Ora stiamo ampliando i bacini esistenti, perché servono. Nel 2010 sono andati sotto 235 Comuni, con 10.040 pratiche tra case e imprese allagate. Questo dimostra che investire in questo è economico”.

TERRITORIO SFORTUNATO.

Anche qui Zaia tenta di mettere le mani avanti con un paragone gelogico. “Ma la natura tenta di riappropriarsi del suo territorio, quindi non siamo invincibili. Le nostre montagne e colli sono bellissimi perché scolpiti dal dissesto idrogeologico”. Se non abbiamo grandi problemi quindi ne consegue che le opere fatte sono quele giuste. Sta di fatto che il Veneto ha già aperto lo stato di crisi, dicendo che in due giorni i danni sono arrivati a mezzo miliardo. Uns bella cifra.

APPELLO.

Zaia ha fatto negli anni palestra di pazienza. Ne ha ancora ma verso una particolare categoria la sua pazienza ha raggiunto il limite: quello dei turisti delle catastrofi. “Faccio appello a tutti: per favore non andate in montagna a intralciare gli aiuti, perché siamo nei casini. Abbiamo frane ciclopiche. Credo che farò un’ordinanza, il turismo del macabro ci serve”.

PREVISIONI.

È l’assessore Bottacin che fa il “Bernacca” spiegando cosa ci si aspetta. Alcune ore di tregua poi pioverà ancora fino a giovedì, ma meno di sabato e domenica. 

FIUMI

“Dal punto di vista idraulico le piene dei fiumi sono transitate in queste ore. Non dovremmo avere problemi”, spiega Bottacin.

MONTAGNA

Abbiamo rischio elevato valanghe in provincia di Belluno. La massa nevosa è instabile a causa delle temperature.

Idem per gli smottamenti che hanno seguito la statale 251, ma anche in provincia di Vicenza e Treviso. Vecchie frane che si sono rimesse in movimento e che potrebbero fare levitare la conta dei danni.

OPERE.

Anche Bottacin porta avanti il tema di Zaia: le opere sono state fatte bene. “Nel 1966 ci furono 100 morti. Ora ha piovuto più che allora. Ma non ci sono morti. Oggi accadono eventi accaduti anche in passato con ripercussioni gravi ma molto meno impattanti. Vuol dire che stiamo lavorando bene nel campo delle opere di prevenzione”.

PIAVE

Ne approfitta per tornare ai bacini di laminazione lungo il Piave, specie quello di Crocetta del Montello, una vecchia polemica, in cui si sta seguendo una procedura più lunga, che esce dalla gestione commissariale. Qui Bottacin fa anche un po’ di terrorismo: “Se pioveva mezzora in più il Piave esondava”.  

COME CONTABILIZZARE

Zaia ha una decina di eventi straordinari da seguire, cioè eventi straordinari che portano a “contabilità speciale” delle spese. Mezzo miliardo di euro di danni sono già stati raggiunti in due giorni sono una bella cifra.

“Ricordo che bisogna fotografare subito i danni e farli quantificare, poi bisogna rivolgersi al sindaco”.

In pratica serve una descrizione scritta e firmata del danno. Delle immagini che lo comprovino e poi la domanda di ristoro va portata al Comune. Attenzione: se non ci sono prestampati per le domande, allora la descrizione del danno è meglio farla fare a un esperto: avrà di solito maggiori probabilità di inquadrare il problema. Ma le immagini fotografiche vanno comunque allegate.

Fonte :La Nuova Venezia

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