Mettere o no i bambini su Fb, Instagram & Co? È polemica

Non c’è solo Belen a riempire, continuamente, di immagini del suo piccolo Santiago (con lei nella foto) Instagran e gli altri social network. Condividere le foto dei propri figli minorenni su Facebook è un’abitudine che ormai ha preso piede anche nel nostro paese. Una ricerca del 2010 condotta da AVG e ResearchNow – e rilanciata nei giorni scorsi – assicura che il 68% delle madri italiane ha pubblicato sul web le foto dei figli prima dei 2 anni.
Da allora sono passati 4 anni e sicuramente la mania dei social si è diffusa ulteriormente. Ma con essa anche la consapevolezza che la nostra privacy è a rischio. Soprattutto quando si tratta di bambini che non possono scegliere. Cosa fare?

Vantaggi: condivisione con i parenti lontani

È comodo postare su Facebook le foto dei propri bimbi per condividere la nascita e i progressi con i parenti e gli amici lontani.
È un modo per socializzare, fare famiglia e gruppo anche a distanza. Per questo molti cedono alla tentazione.
“In teoria non sarei d’accordo alla pubblicazione delle foto di minori – dice la blogger, nonché mamma di un bambino di 6 anni, Paola Banovaz, nota per la sua battaglia per l’epidurale in sala parto – ma anche io lo faccio. A volte si perde il controllo, sembra una cosa normale, non ci si pone il problema”.

Svantaggi: le foto entrano nel circuito dei pedofili

Ma quali sono i rischi della pubblicazione di foto di minori? “Il rischio – ci spiega Gianni Ciotti, segretario nazionale del sindacato di polizia Sed – è che qualche pedofilo estragga la foto e la mandi nel suo circuito. Ma il rischio che il bimbo venga preso di mira e pedinato dal pedofilo è davvero remoto”.

E se mamma e papà non sono d’accordo?

Se un genitore pubblica la foto del figlio minore sul proprio account e l’altro non è d’accordo “può rivolgersi al tribunale civile chiedendo l’inibitoria, ovvero la rimozione della foto”, ci spiega l’avvocato matrimonialista Gian Ettore Gassani. “In genere queste questioni avvengono quando la coppia è scoppiata e si sta già litigando in tribunale, nella normalità non accadono. Comunque pubblicare una foto di un minore, che non sia una foto pedopornografica, non è reato. Costituisce solo un illecito civile, se non c’è il consenso dell’altro genitore”.

La reputazione digitale

Altro discorso è poi quella della “reputazione” digitale. Come ha fatto notare una nota digital strategist e blogger americana, Amy Webb, pubblicare foto dei propri figli significa scrivere la loro identità digitale fin dalla nascita. Un’identità in cui loro magari non si riconoscono.
Infine corriere.it ha dedicato oggi all’argomento un ampio articolo e un sondaggio.

di: Eloisa Covelli
fonte: ilsalvagente.it

2 risposte

  1. Io non sono d’accordo nell’utilizzare le foto dei figli sul web, non ci sarà nulla di male se uno lo fa nella cerchia dei propri amici e parenti, però vedo che effettivamente molti le usano anche come immagine abbinata al proprio profilo su rubriche, Whatsapp, ecc. Io non lo farò mai, non ne vedo il senso, se devo inserire un’immagine, o decido di mettere la mia, oppure nulla, che c’entrano i figli con il mio profilo?

  2. una mia conoscente, con la quale non parlo, ha messo la foto di mio nipotino su Whatsapp con una didascalia sotto che non condivido posso fargli causa? grazie

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