“Non c’era posto per fare il tampone, vogliamo essere risarciti”. La richiesta di alcuni esercenti mestrini che ieri sono stati costretti a tenere chiusa l’attività

MESTRE. Era già tutto previsto: lunghissime fila fuori dalle farmacie, tensioni, ritardi. All’esordio del green pass obbligatorio si registra a Mestre un generale disorientamento che trova il suo apice in alcuni esercizi commerciale (leggi, bar) rimasti chiusi oggi perché non sono riusciti a prenotare per tempo il tampone. “In mattinata – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ci hanno contattato due esercenti mestrini per contestare il fatto di non essere riusciti a trovare una farmacia che avesse ancora posti liberi. In un caso, il bar è rimasto chiuso perché il titolare afferma di non aver trovato un “buco” per la mattinata. Così ha scelto di chiudere, ritenendo inutile tenere aperto solo al pomeriggio, visto che si occupa soprattutto di servire colazioni. In questo modo, però, ha perso l’incasso della giornata”. L’altro esercente ha vissuto lo stesso problema ma con le sue dipendenti e quindi ha tenuto le serrande abbassate”. In tale contesto, i due baristi mestrini hanno chiesto alla nostra associazione se sia o meno possibile intimare un risarcimento per i mancati introiti della giornata. “La palla passa al nostro ufficio legale – prosegue Garofolini – che valuterà l’esistenza o meno dei presupposti per una azione risarcitoria. Crediamo però che i margini di manovra siano davvero limitati anche se, a nostro giudizio, questa richiesta verrà elaborata nei prossimi giorni dai titolari di molte altre attività”. L’associazione dei consumatori oggi sta ricevendo anche telefonate di altro tenore ma sempre “polemiche” nei confronti del pass verde per via dei molti ostacoli che si stanno presentando alle persone non vaccinate. “Noi non critichiamo il provvedimento in sé – specifica ancora il presidente dell’Adico – ma molte della modalità e delle incongruenze che ne derivano. Noi stessi oggi abbiamo aperto l’ufficio mezzora dopo il consueto orario perché, pur essendoci organizzati da tempo per una persona dello staff non ancora vaccinata e alla quale paghiamo il tampone, in farmacia si è accumulato un ritardo dovuto alla troppa ressa”. Adico monitorerà anche nei prossimi giorni la situazione, nella speranza che a poco a poco le cose si sistemino. Di contro, l’associazione intende dare battaglia sul costo del tampone che è davvero eccessivo rispetto al prezzo base di circa 50 centesimi. “Visto l’obbligo del green pass – conclude Garofolini – bisogna assolutamente abbassare il costo del tampone perché si rischia di mandare nel lastrico il lavoratore o l’azienda che ha deciso di farsi carico della spesa”.   

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