ORDINA UN DIVANO DA 3MILA EURO IN UN IMPORTANTE MOBILIFICIO DI PADOVA E GLIENE CONSEGNANO UNO DIVERSO. DOPO VARI TENTATIVI DI RISOLUZIONE BONARIA, UN CONTABILE TREVIGIANO SI AFFIDA ALL’UFFICIO LEGALE DELL’ADICO PER OTTENERE QUANTO DOVUTO

Ha speso quasi 3mila euro per un divano (e quattro sedie) ordinato direttamente in un importante mobilificio di Padova, dopo averlo scelto assieme alla moglie fra quelli esposti. Alla fine, però, gli è arrivato un divano di colore diverso e con la pelle decisamente meno robusta. Ora il trevigiano Stefano Vendramin, che lavora come contabile all’istituto Canossiane, dopo aver tentato più volte e inutilmente la risoluzione bonaria con l’azienda, ha deciso di rivolgersi all’ufficio legale dell’Adico per intimare al venditore la consegna della merce ordinata e già pagata tramite finanziamento. La decisione di agire tramite l’associazione dei consumatori è motivata anche da altre due esperienze negative avute da Vendramin nella stessa catena che ha punti vendita in tutta Italia, entrambe le volte nella sede di Treviso.

La vicenda risale a qualche settimana fa quando Vendramin e la moglie si recano nel negozio padovano. Dopo aver individuato il divano adatto per la propria casa, lo indicano al venditore e contrattano sul prezzo. “Assieme al divano c’erano anche delle sedie di un colore diverso – racconta il contabile -. Le abbiamo ordinate chiedendo di averle dello stesso colore del divano”. Qualche giorno dopo la merce arriva a Treviso, nella casa del signor Vendramin. “Abbiamo subito visto che non si trattava dello stesso divano che avevamo scelto in negozio – spiega l’uomo – Il colore era diverso e la pelle decisamente più fina Dato che il finanziamento è già partito, il negozio ha di fatto già ricevuto i circa 3 mila euro, difficile quindi farsi restituire i soldi. “Ci siamo presentati al negozio – continua Stefano Vendramin -. Ma non siamo stati ascoltati. Il venditore ci ha addirittura detto che con il prezzo che avevamo strappato, non avevamo di che lamentarci. Nei giorni successivi, furibondi, abbiamo inviato molte mail, invitandoli anche a consegnarci direttamente il divano in esposizione. Niente da fare”. Già in altre due occasioni, nel punto vendita di Treviso, i coniugi Vendramin avevano registrato problemi e in una occasione si erano rivolti addirittura un avvocato. “Una volta abbiamo ordinato un letto ed è arrivata prima la rete, poi il materasso e dopo ancora le lenzuola – conclude Vendramin -. Sempre a Treviso abbiamo preso una cucina che ci è arrivata di colore diverso. Con una spesa successiva abbiamo dovuto cambiare tutte le ante. Ecco perché questa volta avevamo deciso di andare a Padova”.

Per Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “è davvero spiacevole che, soprattutto in un momento difficile come questo, i venditori se ne approfittino della buona fede dei cittadini. Tanto più in un settore in cui la concorrenza è spietata, data la presenza a Padova dell’Ikea. Il nostro socio ha deciso di non starte zitto e di reagire. Molti, invece, si arrendono ma in questo modo si favoriscono i comportamenti scorretti dei venditori”.

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